BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Amalia di Lanno - ECPv6.1.2.2//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Amalia di Lanno
X-ORIGINAL-URL:https://www.amaliadilanno.com
X-WR-CALDESC:Eventi per Amalia di Lanno
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20150329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20151025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20160327T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20161030T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20160220
DTEND;VALUE=DATE:20160410
DTSTAMP:20261024T103240
CREATED:20160224T141457Z
LAST-MODIFIED:20160224T141537Z
UID:2818-1455926400-1460246399@www.amaliadilanno.com
SUMMARY:Silvia Camporesi. ATLAS ITALIAE
DESCRIPTION:La Galleria del Cembalo\, in collaborazione con z2o Sara Zanin Gallery\, apre al pubblico dal 20 febbraio al 9 aprile una mostra dedicata al nuovo lavoro di Silvia Camporesi. Un viaggio nell’Italia abbandonata e in via di sparizione\, fotografata come realtà fantasmatica. Atlas Italiae rappresenta le tracce di un qualcosa di passato ma tuttora ancorato ai propri luoghi d’origine. Energie primordiali e impalpabili che diventano materiali tramite il mezzo fotografico. Silvia Camporesi ha esplorato nell’arco di un anno e mezzo tutte le venti regioni italiane alla ricerca di paesi ed edifici abbandonati. Atlas Italiae è il risultato di questa raccolta di immagini\, una mappa ideale dell’Italia che sta svanendo\, un atlante della dissolvenza.\nLa serie fotografica si presenta come una collezione poetica di luoghi\, fondata sulla ricerca di frammenti di memoria. Borghi disabitati da decenni che sembrano non esistere nemmeno sulle cartine geografiche\, architetture fatiscenti divorate dalla vegetazione selvaggia\, archeologie industriali preda dell’oblio\, ex-colonie balneari decadenti che paiono imbalsamate nel tempo del “non più”. “Nelle immagini dell’artista il velo dell’anonimato e del silenzio visivo si apre svelando l’anima di luoghi congelati nelle nebbie dell’amnesia generale. Qui lo sguardo di Silvia Camporesi va oltre la pura registrazione di uno stato della realtà\, è indirizzato sia a cogliere la tensione silenziosa di un’Italia degli estremi sia a rivelare per la prima volta qualità liminari\, inespresse\, portatrici di un mistero e di un incanto”. Questo scrive Marinella Paderni nel testo che apre il volume Atlas Italiae\, edito da Peliti Associati.\nLa mostra\, che presenterà per la prima volta una selezione così ampia di immagini\, sarà suddivisa tra stampe grande formato a colori e stampe più piccole in bianco e nero\, colorate a mano con un procedimento – omaggio al passato della fotografia – attraverso il quale l’artista cerca di restituire simbolicamente ai luoghi l’identità persa. \nSilvia Camporesi\, nata a Forlì nel 1973\, laureata in filosofia\, vive e lavora a Forlì. Attraverso i linguaggi della fotografia e del video costruisce racconti che traggono spunto dal mito\, dalla letteratura\, dalle religioni e dalla vita reale. Negli ultimi anni la sua ricerca è dedicata al paesaggio italiano. Dal 2003 tiene personali in Italia e all’estero – Terrestrial clues all’Istituto italiano di cultura di Pechino nel 2006; Dance dance dance al MAR di Ravenna nel 2007; La Terza Venezia alla Galleria Photographica fine art di Lugano nel 2011; À perte de vue alla Chambre Blanche in Quebec (CAN) nel 2011; 2112\, al Saint James Cavalier di Valletta (Malta) nel 2013; Souvenir Universo alla z2o Sara Zanin Gallery di Roma nel 2013; Planasia al Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia nel 2014; Atlas Italiae all’Abbaye de Neumünster in Lussemburgo nel 2015. Fra le collettive ha partecipato a: Italian camera\, Isola di San Servolo\, Venezia nel 2005; Confini al PAC di Ferrara nel 2007; Con gli occhi\, con la testa\, col cuore al Mart di Rovereto nel 2012\, Italia inside out a Palazzo della Ragione\, Milano nel 2015. Nel 2007 ha vinto il Premio Celeste per la fotografia; è fra i finalisti del Talent Prize nel 2008 e del Premio Terna nel 2010; ha vinto il premio Francesco Fabbri per la fotografia nel 2013 e il premio Rotary di Artefiera 2015. Atlas Italiae è il suo terzo libro fotografico. \nImmagine: Atlas Italiae1. Hotel Porretta Terme (Emilia Romagna) \nGalleria del Cembalo\nLargo della Fontanella di Borghese\, 19 – Roma\nTel. 06 83796619\n20 febbraio / 9 aprile 2016\nORARIO\nda martedì a venerdì: 16.00 – 19.00\nsabato: 10.30 – 13.00 e 16.00 – 19.00\nUfficio stampa Galleria del Cembalo\nDavide Macchia | ufficiostampa@galleriadelcembalo.it\ntel. 06 83081425 | cel. 340 4906881
URL:https://www.amaliadilanno.com/evento/silvia-camporesi-atlas-italiae/
LOCATION:Galleria del Cembalo\, Largo della Fontanella di Borghese\, 19\, Roma\, Italia
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150423
DTEND;VALUE=DATE:20150628
DTSTAMP:20261024T103240
CREATED:20150611T184044Z
LAST-MODIFIED:20150611T184044Z
UID:1913-1429747200-1435449599@www.amaliadilanno.com
SUMMARY:Kathryn Cook. La Memoria degli Alberi
DESCRIPTION:LA MEMORIA DEGLI ALBERI\nFotografie di Kathryn Cook\na cura di Annalisa D’Angelo \nLo sguardo poetico e documentario di una fotografa americana sul genocidio armeno in una mostra che la Galleria del Cembalo apre al pubblico\, dal 23 aprile al 27 giugno 2015.\n“Gli alberi di Gelso fanno la guardia\, nonostante il passaggio del tempo ad Ağaçlı\, formando una macchia verde nel polveroso terreno dell’Anatolia\, nutriti dalla sorgente che scende a cascata dalla valle sovrastante. Rami estesi come in una dichiarazione\, le foglie nutrono un universo\, chiuse da un filo. La seta\, tessuta da grossi vermi su queste foglie risiedono sul pavimento delle case del villaggio e annidati nei giardini. Qui\, ogni albero assorbe la pioggia e il vento\, il sole e la tristezza; spinge le sue radici nella profondità del suolo di Ağaçlı e sono testimoni.\nI segreti dei secoli sono ombre sotto i grossi rami. Ma non ci diranno in modo semplice cosa è successo qui\, o lì. Restano immobili\, quiescenti\, tornando alla storia solo quando appellati.” \nKathryn Cook\nCome fotografare quello che non c’è più e che si è cercato di cancellare? Per sette anni\, Kathryn Cook è stata impegnata in un paziente lavoro alla ricerca delle tracce del genocidio degli Armeni – il primo della storia del Ventesimo secolo – che ha causato la morte più di un milione di Armeni in Turchia. Con uno stile fotografico contemporaneo\, dove la poesia accompagna la memoria\, Kathryn Cook riesce a scoprire i fili di una storia frammentata\, fatta di detto e non detto\, attraverso le testimonianze degli Armeni e dei Turchi incontrati in Armenia\, in Turchia\, in Libano\, in Siria\, in Israele e in Francia. Kathryn Cook si sofferma qui sulle tracce di questa eredità che circoscrive in una narrazione delicata che mescola foto in bianco e nero a colori. Con questo lavoro eccezionale\, l’autrice propone un nuovo modo di rappresentare la sofferenza e il male procedendo attraverso ripetizione e simboli. Il titolo La memoria degli alberi si riferisce al villaggio turco di Agacli (il posto degli alberi)\, nella Turchia dell’est\, che Kathryn Cook ha fotografato a lungo e che costituisce\, in un certo senso\, la metafora del suo percorso artistico. Questo villaggio\, che era armeno prima del 1915\, è oggi abitato da una maggioranza curda che ha fatto rinascere la tradizione della tessitura della seta come veniva praticata un tempo dagli Armeni.\n \nNata nel 1978 negli Stati Uniti\, Kathryn Cook vive oggi a Londra.\nLe sue fotografie compaiono regolarmente sulla stampa (The New Yorker\, The New York Times\, Time\, Stern\, Le Monde 2\, The Independent) ed hanno ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali Inge Morath Award (2008)\, il Aftermath Project Grant (2008)\, il Enzo Baldoni Award (2008)\, il Alexia Foundation Grant (2012). Per portare a termine il lavoro ha beneficiato del programma di Ateliers de L’Euroméditerranée (MarsigliaProvenza 2013).\nLe sue fotografie rappresentano la topografia\, la memoria\, l’oblio e mostrano sottilmente come la percezione di un paesaggio muta quando si sa quello che lì è accaduto. Molto più di una semplice documentazione di fatti\, queste trasmettono la carica emozionale della Storia. \nGalleria del Cembalo\nLargo della Fontanella di Borghese\, 19 – Roma\nTel. 06 83796619\n23 aprile / 27 giugno 2015 \nORARIO\nmercoledì\, giovedì e venerdì: 17.00 – 19.30\nsabato: 10.30 – 13.00 e 16.00 – 19.30\nlunedì\, martedì e le mattine di mercoledì\, giovedì e venerdì: apertura su appuntamento \nUfficio stampa Galleria del Cembalo\nDavide Macchia | ufficiostampa@galleriadelcembalo.it\ntel. 06 83081425 | cel. 340 4906881\nwww.galleriadelcembalo.it
URL:https://www.amaliadilanno.com/evento/kathryn-cook-la-memoria-degli-alberi/
LOCATION:Galleria del Cembalo\, Largo della Fontanella di Borghese\, 19\, Roma\, Italia
CATEGORIES:arte,fotografia
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20150328
DTEND;VALUE=DATE:20150628
DTSTAMP:20261024T103240
CREATED:20150413T083037Z
LAST-MODIFIED:20150413T083602Z
UID:1314-1427500800-1435449599@www.amaliadilanno.com
SUMMARY:Luca Campigotto. Wildlands and cityscapes
DESCRIPTION:Luca Campigotto. Wildlands and cityscapes \na cura di Donatella Pistocchi \nLa Galleria del Cembalo\, in collaborazione con Bugno Art Gallery\, apre al pubblico dal 28 marzo al 27 giugno 2015 una mostra dedicata alla fotografia di paesaggio di Luca Campigotto\, proponendo un confronto tra spettacolari scenari naturali e contesti profondamente urbanizzati\, spesso ripresi di notte. \n“Amo la dimensione eroica dei paesaggi. La forza spudorata delle atmosfere\, la bellezza delle luci. Rimesto in un confuso immaginario mitico e fisso il mio stesso stupore. Determinato a inseguire la meraviglia”\, scrive Luca Campigotto. \nQuelle di Campigotto sono fotografie di un viaggiatore che rivive le emozioni vissute nei racconti di altri grandi viaggiatori del passato\, alternate\, o sovrapposte\, alle suggestioni immaginifiche del cinema e dei fumetti. \nDallo Stretto di Magellano alle sconfinate pianure della Patagonia\, dal Marocco alla Strada degli Eroi sul Monte Pasubio\, dall’isola di Pasqua ai ghiacci della Lapponia – Campigotto presenta la quiete e la dimensione contemplativa di luoghi appartati e selvaggi. L’intensità delle luci proietta scenari scabri e severi in vedute eroiche\, trasformando ogni prospettiva documentaria in lettura poetica. Le immagini evocano lo spirito dei luoghi e\, con intensità quasi catartica\, ci ricordano l’urgenza di un’autentica coscienza ecologica. \nLe fotografie di New York e Chicago\, invece\, si fondono in una Gotham City ricostruita dalla memoria\, spesso intrisa di una luce vitrea e di un’atmosfera a volte smagliante di colori vivaci\, altre volte avviluppata in sfumature tenui. Come in un viaggio sentimentale e visionario\, dai ponti sull’East River all’Empire State Building\, dalla metropolitana sopraelevata al teatro “Chicago”\, ognuna di queste immagini scintillanti sembra lo scenario di un film. \nLa mostra Wildlands and Cityscapes si inaugura in concomitanza con la presentazione in Campidoglio del libro Roma. Un impero alle radici dell’Europa (edito da FMR) e dell’esposizione\, presso l’Istituto Nazionale della Grafica\, di una selezione di fotografie di Luca Campigotto tratte dal volume. \nLuca Campigotto è nato a Venezia nel 1962\, vive e lavora tra New York e Milano. Laureato in Storia Moderna\, da oltre vent’anni lega la propria ricerca al tema del viaggio\, fotografando il paesaggio e l’architettura. Ha realizzato progetti su Venezia\, Roma\, Napoli\, Il Cairo\, Londra\, New York\, Chicago\, Tokyo\, la Strada delle Casbah in Marocco\, Angkor in Cambogia\, il deserto di Atacama in Cile\, la Patagonia\, l’India\, l’Isola di Pasqua\, lo Yemen\, l’Iran\, la Lapponia. Ha esposto a: Mois de la Photo e MEP\, Parigi; Somerset House\, Londra; Galleria Gottardo\, Lugano; IVAM\, Valencia; The Art Museum e The Margulies Collection at the Warehouse\, Miami; CCA\, Montreal; MOCA\, Shangai; Biennale di Venezia\, Palazzo Ducale e Museo Fortuny\, Venezia; MAXXI\, MACRO\, Museo del Vittoriano e Festival della Fotografia\, Roma; Palazzo dela Ragione e Museo della Scienza e della Tecnica\, Milano; MART\, Rovereto. Sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche\, tra cui: Maison Européenne de la Photographie\, Parigi; Canadian Centre for Architecture\, Montreal; Progressive Collection\, Cleveland; The Margulies Collection at The Warehouse\, Miami; The Sagamore Collection\, Miami; Collezione Unicredit Group\, Milano; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, Torino; Metropolitana di Napoli; MAXXI\, Roma; Museo Fortuny\, Venezia; Museo d’Arte Moderna e Contemporanea\, Varese; Fondazione Cassa di Risparmio di Modena; Galleria Civica\, Modena; Museo della Fotografia\, Cinisello Balsamo; Museo Civico\, Riva del Garda; CRAF\, Spilimbergo. Ha pubblicato: Teatri di guerra\, Silvana\, Milano 2014; Gotham City\, Damiani\, Bologna 2012; My Wild Places\, Hatje Cantz\, Ostfildern 2010; Le pietre del Cairo\, Peliti Associati\, Roma 2007; Venicexposed\, Contrasto\, Roma / Thames&Hudson\, Londra / La Martinière\, Parigi 2006; L’Arsenale di Venezia\, Marsilio\, Venezia 2000; Molino Stucky\, Marsilio\, Venezia 1998; Venetia Obscura\, Peliti Associati\, Roma / Dewi Lewis\, Stockport / Marval\, Paris 1995 Suoi lavori sono apparsi su: The New York Times Magazine\, Dazed and Confused\, The Wall Street Journal\, Vogue\, Le Monde\, Liberation\, le Parisien\, The Independent\, Frankfurter Allgemeine Zeitung\, DAMN\, AD France\, Vanity Fair\, Traveller\, Il Corriere della Sera\, La Repubblica\, Domus\, Abitare\, Casabella\, D’Architettura\, FMR\, Arte\, Sette\, D Donna\, Io Donna\, Amica\, Lettera Internazionale\, Nuovi Argomenti\, Flair\, Panorama\, L’Espresso\, Modo\, L’Unità\, Lo Specchio\, Il Gazzettino\, Linea d’ombra\, Il Sole 24ore\, Fotologia\, Photo\, Fotopratica\, Photographia\, Reflex\, Rangefinder… \n— \nGalleria del Cembalo\nLargo della Fontanella di Borghese\, 19 – Roma\nTel. 06 83796619\n28 marzo / 27 giugno 2015\nORARIO\nmercoledì\, giovedì e venerdì: 17.00 – 19.30\nsabato: 10.30 – 13.00 e 16.00 – 19.30\nlunedì\, martedì e le mattine di mercoledì\, giovedì e venerdì: apertura su appuntamento\nUfficio stampa Galleria del Cembalo\nDavide Macchia | ufficiostampa@galleriadelcembalo.it\ntel. 06 83081425 | cel. 340 4906881
URL:https://www.amaliadilanno.com/evento/luca-campigotto-wildlands-and-cityscapes/
LOCATION:Galleria del Cembalo\, Largo della Fontanella di Borghese\, 19\, Roma\, Italia
CATEGORIES:fotografia
END:VEVENT
END:VCALENDAR