Camera d’Arte

17
Apr

Eva Medin. Le monde après la pluie

Nell’ambito della programmazione biennale di CONDOTTO48, articolata in una serie di iniziative formative e incontri multidisciplinari, si inserisce il progetto Le monde après la pluie dell’artista franco-brasiliana Eva Medin, a cura di Valeria De Siero, con il patrocinio di Roma Municipio VI, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e il supporto di Terracromata, Carbone Ar’dente.

Le monde après la pluie è il titolo dell’opera-video dell’artista, ispirata al dipinto di Max Ernst (L’Europe après la pluie II, 1940-1942) e al romanzo di fantascienza di Philippe Curval.

Eva Medin fondendo il linguaggio del cinema, della danza, della musica e della scultura, rivisita i temi della trasformazione e dell’ibridazione – già presenti nei lavori di Ernst e Curval – enfatizzando il ruolo dell’acqua all’interno del processo di metamorfosi del soggetto che, attraverso momenti di decostruzione e degenerazione, si fa informe, incompiuto, slancio vitale.

La componente narrativa, l’immaginario sci-fi, presenti nella sua pratica rispondono all’interesse per le “finzioni emancipatorie”, in potere di raccordare la realtà del presente e la potenzialità del futuro, con una ragionata chiave di lettura.

Eva Medin (Lumiar, Novo Friburgo, Brasile, 1988) è un’artista franco-brasiliana con base a Marsiglia (FR). Cresciuta in un ambiente multiculturale, da madre tunisina e padre – mimo e musicista – argentino, Il suo lavoro artistico è profondamente influenzato dalla forza dell’ambiente naturale in cui è cresciuta durante la sua infanzia, così come dal patrimonio teatrale e musicale. Mediante gli studi di scenografia alla Scuola d’Arte di Monaco (Pavillon Bosio) e la laurea all’ École des Arts Décoratifs di Parigi, ha iniziato la sua attività collaborando con il mondo della danza, sviluppando una pratica multidisciplinare e immersiva in cui il rapporto tra lo spazio e il corpo ricopre un ruolo centrale. Negli ultimi anni ha ricevuto diversi premi, tra cui il Prix des Amis du Palais de Tokyo, l’Art Collector Prize e il Talent Contemporain Prize. Tra le sue recenti mostre personali figurano una mostra al Palais de Tokyo (2022) e al Centre Wallonie-Bruxelles (2024). Ha esposto alla Biennale Manifesta di Marsiglia, al Salon de Montrouge e alla Nuit Blanche di Parigi, e ha partecipato a mostre collettive a Londra, Los Angeles e al MOCA Taipei.

Eva Medin |Le monde après la pluie
a cura di Valeria De Siero
PERIODO MOSTRA:  dal 15 marzo al 23 maggio 2026
ORARIO VISITA: su appuntamento
PATROCINIO: Roma Municipio VI e Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
SUPPORTO: Terracromata e Carbone Ar’dente

CONDOTTO48, Via Carlantonio Grue 48, Torre Angela – Roma
condotto48@gmail.com – www.condotto48.com

press office: Amalia Di Lanno info@amaliadilanno.com

Immagine in evidenza: Eva Medin, Le monde après la pluie, courtesy CONDOTTO48

15
Apr

Contemporary Perspectives on Italian Ceramics

Contemporary Perspectives on Italian Ceramics segna la prima mostra organizzata da Avant Craft a Fitzrovia, vivace distretto creativo nel cuore di Londra, in occasione della prossima edizione della London Craft Week. L’esposizione riunisce una selezione di artisti e designer italiani indipendenti le cui ricerche affrontano la ceramica come terreno di indagine materica, sperimentazione scultorea e continuità culturale. Curata da Amalia Di Lanno e Valeria Zerbo, la mostra mette in luce alcune voci della scena contemporanea il cui lavoro amplia e ridefinisce i confini tra artigianato, arte e design.

Ogni artista si avvicina alla ceramica e alla porcellana come a un linguaggio vivo, capace di rispondere al gesto, al tempo e al processo sperimentale. Francesca Romana Cicia esplora la ceramica come traccia e frammento, utilizzando la materia per conservare impronte di natura e memoria. La ricerca di Etra Masi sulla porcellana nasce nel solco della storica tradizione della ceramica faentina, ma si sviluppa attraverso forme contemporanee e una costante indagine tecnica. Riccardo Monachesi, maestro della sua disciplina, unisce strutture essenziali e cromie vivaci, dando vita a opere che equilibrano rigore formale e ironia. Daniela Daz Moretti concepisce la ceramica come un linguaggio filosofico, sviluppando lavori che indagano ritmo, misura ed espressione silenziosa. Le opere in porcellana di Alice Reinaesplorano i temi della memoria e della fragilità, mentre Anna Resmini lavora in modo intuitivo, lasciando che sia il comportamento stesso della materia a guidare la forma.

Insieme, queste opere restituiscono un’immagine della ceramica italiana contemporanea come linguaggio in continua evoluzione, in cui materia, memoria e sperimentazione ridefiniscono costantemente le possibilità espressive del medium.

Avant Craft è una piattaforma curatoriale con sede a Londra dedicata al lavoro contemporaneo di artisti e designer italiani indipendenti. Il nome richiama lo spirito dell’avanguardia artistica e riflette un interesse per il craft come ambito di sperimentazione e di espressione culturale. Attraverso mostre, selezioni curate e il proprio journal — che include interviste a talenti emergenti e approfondimenti sui principali eventi di arte e design nel Regno Unito — Avant Craft sostiene nuove voci nel panorama del craft contemporaneo, collaborando al contempo con istituzioni e gallerie italiane per promuovere lo scambio culturale.

AVANT CRAFT
Contemporary Perspectives on Italian Ceramics
a cura di Amalia Di Lanno e Valeria Zerbo

Artisti: Francesca Romana Cicia, Etra Masi, Riccardo Monachesi, Daniela Daz Moretti, Alice Reina, Anna Resmini

London Craft Week
11–17 maggio 2026
Opening: giovedì 14 maggio, ore 18- 20

Indirizzo: 65 Charlotte Street, Fitzrovia, W1T 4PJ – Londra
Orari di apertura: lunedì–domenica, 10:00–18:00
Contatti: info@avantcraft.co.uk info@avantcraft.co.uk – avantcraft.co.uk +44 07856763843
Press office: Amalia Di Lanno info@amaliadilanno.com – info@amaliadilanno.com

ENG below

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27
Gen

Lucy Orta – Trame di Comunità, una installazione racconta la storia di una comunità in trasformazione

CasermArcheologica presenta Trame di Comunità, un’installazione site-specific dell’artista di fama internazionale Lucy Orta, nata da una residenza e da un percorso di coinvolgimento della comunità nel 2025. A cura di Simonetta Carbonaro, il progetto sarà presentato in anteprima stampa venerdì 27 febbraio 2026 alle ore 11.30 presso Palazzo Muglioni, edificio storico di Sansepolcro, nell’area della Valtiberina. Dal 2013 il palazzo è al centro di un processo di rigenerazione culturale guidato dall’Associazione CasermArcheologica ed è oggi uno dei più dinamici centri di produzione culturale in Italia.

L’iniziativa si inserisce nel programma di residenze ed esposizioni sostenuto da Fondazione CR Firenze, con il sostegno istituzionale del Comune di Sansepolcro, del Comune di Anghiari e dei Musei Civici della Madonna del Parto.

L’installazione di Lucy Orta sarà aperta al pubblico da sabato 28 febbraio alle ore 17.30 fino al 15 luglio 2026.Continue Reading..

09
Mag

GREENLAND BLURRING. Roberto Ghezzi’s Arctic projects

L’Istituto italiano di Cultura di Copenaghen presenta, mercoledì 21 maggio 2025 alle ore 18,30, una mostra di arte contemporanea dedicata alla ricerca dell’artista italiano Roberto Ghezzi dal titolo GREENLAND BLURRING, Art, Science and Climate Change in the Polar Lands a cura di Mara Predicatori. Un progetto ambizioso, frutto di studi e ricerche sull’Artico che l’artista porta avanti da diversi anni, in collaborazione con scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche e, in questa occasione, con il patrocinio di Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary e il supporto di Cartiera Magnani Pescia e Phoresta ETS, con l’obiettivo di indagare la natura e fenomeni connessi al cambiamento climatico, in chiave artistica. La personale di Ghezzi all’IIC di Copenaghen vede la collaborazione di Italia e Danimarca nella restituzione artistico-scientifica di un ampio progetto che intende ‘far parlare il ghiaccio’ coinvolgendo più partner nella condivisa volontà di diffondere e affrontare i temi ambientali ed ecologici attraverso il filtro poetico e critico, ad un tempo, dell’arte.Continue Reading..

11
Nov

The Mountain’s Eyes, il progetto di Roberto Ghezzi in Nepal

The Mountain’s Eyes è il progetto di Roberto Ghezzi in Nepal, una spedizione sempre a stretto contatto con la natura e in relazione con il paesaggio, campo di ricerca che caratterizza un percorso d’arte e vita.

Il progetto, a cura di Gabriele Salvaterra, in partenariato con l’Università di Torino, Dipartimento di Scienze della Terra, si avvale della supervisione scientifica di Rodolfo Cafosi, Chiara Montomoli e Salvatore Iaccarino, della collaborazione logistica della guida sherpa Suraj Gurung, il sostegno di Phoresta ETS e del supporto della galleria MCUBE di Kathmandu che ha ospitato, al termine della residenza, una mostra personale con i primi risultati della ricerca.

Dopo due decenni di approfondimento artistico, ricerche e attività esplorative e, dopo aver realizzato installazioni e opere in ambienti estremi come i ghiacciai dell’Artico, i fiumi dell’Alaska, le torbiere della Patagonia o i deserti dell’Africa, per la prima volta Roberto Ghezzi dedica la sua ricerca esclusivamente alle montagne dell’Himalaya. Per questo grande progetto l’artista, pur attraverso lo stesso approccio teso al dialogo totale con gli ambienti studiati, ha pensato di utilizzare tecniche differenti quali la fotografia stenopeica e la stampa di monotipi senza l’utilizzo del torchio.Continue Reading..