Category: installazione

27
Gen

Lucy Orta – Trame di Comunità, una installazione racconta la storia di una comunità in trasformazione

CasermArcheologica presenta Trame di Comunità, un’installazione site-specific dell’artista di fama internazionale Lucy Orta, nata da una residenza e da un percorso di coinvolgimento della comunità nel 2025. A cura di Simonetta Carbonaro, il progetto sarà presentato in anteprima stampa venerdì 27 febbraio 2026 alle ore 11.30 presso Palazzo Muglioni, edificio storico di Sansepolcro, nell’area della Valtiberina. Dal 2013 il palazzo è al centro di un processo di rigenerazione culturale guidato dall’Associazione CasermArcheologica ed è oggi uno dei più dinamici centri di produzione culturale in Italia.

L’iniziativa si inserisce nel programma di residenze ed esposizioni sostenuto da Fondazione CR Firenze, con il sostegno istituzionale del Comune di Sansepolcro, del Comune di Anghiari e dei Musei Civici della Madonna del Parto.

L’installazione di Lucy Orta sarà aperta al pubblico da sabato 28 febbraio alle ore 17.30 fino al 15 luglio 2026.Continue Reading..

09
Mag

GREENLAND BLURRING. Roberto Ghezzi’s Arctic projects

L’Istituto italiano di Cultura di Copenaghen presenta, mercoledì 21 maggio 2025 alle ore 18,30, una mostra di arte contemporanea dedicata alla ricerca dell’artista italiano Roberto Ghezzi dal titolo GREENLAND BLURRING, Art, Science and Climate Change in the Polar Lands a cura di Mara Predicatori. Un progetto ambizioso, frutto di studi e ricerche sull’Artico che l’artista porta avanti da diversi anni, in collaborazione con scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche e, in questa occasione, con il patrocinio di Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary e il supporto di Cartiera Magnani Pescia e Phoresta ETS, con l’obiettivo di indagare la natura e fenomeni connessi al cambiamento climatico, in chiave artistica. La personale di Ghezzi all’IIC di Copenaghen vede la collaborazione di Italia e Danimarca nella restituzione artistico-scientifica di un ampio progetto che intende ‘far parlare il ghiaccio’ coinvolgendo più partner nella condivisa volontà di diffondere e affrontare i temi ambientali ed ecologici attraverso il filtro poetico e critico, ad un tempo, dell’arte.Continue Reading..

19
Set

WHITE FADES | Art, Science and Climate Change in the Polar Lands | I progetti in Artico di Roberto Ghezzi

L’Istituto Italiano di Cultura a Oslo presenta, giovedì 26 settembre 2024 alle ore 18,30, una mostra di arte contemporanea dedicata alla ricerca estetica dell’artista italiano Roberto Ghezzi dal titolo WHITE FADES, Art, Science and Climate Change in the Polar Lands a cura di Mara Predicatori. Un progetto ambizioso, frutto di studi e ricerche sull’Artico che l’artista porta avanti da diversi anni, in collaborazione con scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche e, in questa occasione, con il patrocinio di Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary e il supporto di Cartiera Magnani Pescia e Phoresta ETS, con l’obiettivo di indagare la natura e fenomeni connessi al cambiamento climatico, in chiave artistica. La personale di Ghezzi all’IIC di Oslo vede la collaborazione di Italia e Norvegia nella restituzione artistico-scientifica di un ampio progetto che intende ‘far parlare il ghiaccio’ coinvolgendo più partner nella condivisa volontà di diffondere e affrontare i temi ambientali ed ecologici attraverso il filtro poetico e critico, ad un tempo, dell’arte.Continue Reading..

30
Ago

LAMIE di Claudio Palma, una riflessione sulla fragilità ambientale

La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni ha riaperto le porte dello Spazio Purgatorio all’arte contemporanea. Nell’antico Oratorio della Confraternita del Purgatorio nel centro storico della Città Bianca è stato presentato LAMIE, progetto speciale tra fotografia, video e installazione dell’artista ostunese Claudio Palma, a cura di Ilaria Caravaglio. La mostra incentrata sul tema della Xylella, intende riflettere sulla fragilità ambientale e sulle attuali problematiche insorte a seguito dell’emergenza che ha colpito gran parte del territorio pugliese.

Il progetto è supportato da numerose associazioni pubbliche e sponsor privati, è patrocinato dal Comune di Ostuni, dal Gal Alto Salento e da Slow Food Piana degli Ulivi, e ha come partner A.M.O, Tàccaru e Millenari di Puglia, realtà che, in modalità differenti, operano attivamente per la tutela e per l’educazione alla conoscenza del territorio pugliese.Continue Reading..

06
Ago

Flavia Bucci, Virginia Carbonelli, Daniela Daz Moretti | dal piccolo al grande, dal mini al maxi, dal micro al macro

La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura, venerdì 9 agosto 2024 alle ore 20,00 l’ultima proposta espositiva della stagione estiva all’interno della project room, una collettiva al femminile che pone in dialogo le opere di tre artiste: Flavia Bucci, Virginia Carbonelli e Daniela Daz Moretti. La mostra, dal piccolo al grande, dal mini al maxi, dal micro al macro, a cura di Azzurra Immediato, intende esplorare tre differenti visioni in un vivido dialogo tra dimensioni. Il progetto è un invito a rintracciare nella collettività simboli e segni incisi che ci riuniscono all’origine di un’unica trama esistenziale.

Attraverso le parole della curatrice entriamo in questo sensibile ensemble in cui punti, linee e superfici si restringono per poi dilatarsi conducendo lo sguardo e il senso oltre il limite del visibile.

Flavia Bucci celebra il tempo come forma di poesia visiva, mediante cui gesti rituali trasformano lo spazio in una dimensione contemplativa. Attraverso un dialogo sottile tra l’effimero e l’eterno, le sue opere guidano in un viaggio attraverso i cicli della vita e della percezione umana, rivelando la bellezza nascosta nel transitorio. Virginia Carbonelli, con la sua grafia cromatica, crea un ponte tra pensiero e materia. Le sue opere non sono solo tracce visive, ma testimonianze di un dialogo silenzioso tra l’artista e il mondo, dove ogni segno e ogni linea rappresentano una riflessione profonda sull’essenza dell’anima e sulla memoria collettiva. Daniela Daz Moretti plasma il concetto di trasformazione attraverso i suoi nidi di creta, riflettendo un ritorno alle origini e una ritualità personale che fonde materia e memoria. Ogni opera si fa simbolo della continuità tra passato e presente, invito a riconsiderare il significato del tempo e della crescita interiore.

Dal piccolo al grande, dal mini al maxi, dal micro al macro rappresenta una opportunità per immergersi nell’arte che sfida i confini, invitando il pubblico a riflettere e a esplorare le complessità dell’esperienza umana, seguendo il perimetro di quella geometria variabile che la galleria Orizzonti Arte Contemporanea reca con sé, definendo un invisibile ma sensibile spazio in cui insistono prospettive, pensieri, idee che ragguagliano sulla imprescindibile necessarietà del pARTicolare. Dai meandri atavici della Città Bianca alle dimensioni esplorate e mostrate dalle tre artiste, a segnare un percorso che pone il dettaglio come spazio di vita e, soprattutto, come varco di nuova esplorazione, priva di confini”.

Flavia Bucci, Virginia Carbonelli, Daniela Daz Moretti
dal piccolo al grande, dal mini al maxi, dal micro al macro
a cura di Azzurra Immediato

Inaugurazione 9 agosto 2024 ore 20,00  Dal 9 agosto al 4 settembre 2024

La serata inaugurale vedrà la partecipazione della scrittrice e poetessa Mara Venuto
Reading poetico, lettura di poesie inedite e dedicate alle artiste

Orario visite:
dal lunedì al sabato 11.00-13.30 e 18.00-22.00 domenica solo mattina
INGRESSO LIBERO

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506 info@orizzontiarte.it – www.orizzontiarte.it
F: Orizzontiartecontemporanea

Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com – info@amaliadilanno.com

 

Immagini nel testo:
Daniela Daz Moretti, Nidi d’Acqua, impasto semire, tecnica mishima e ricerca personale smalti e fondenti, 2024
Virginia Carbonelli, Giochi di Blu su grigio, tecnica mista (acrilico, penna bianca, china, grafite, matita) su carta Ingres, 2018

Immagine in evidenza: Flavia Bucci, trame, china e acrilico su carta, 200×150, 2021

12
Lug

Louise Bourgeois. L’inconscio della memoria

Louise Bourgeois. L’inconscio della memoria è la prima mostra dedicata a un’artista contemporanea donna alla Galleria Borghese, e la prima esposizione romana dell’artista franco-americana, tra le più influenti del secolo scorso.

Ideata da Cloé Perrone e curata con Geraldine Leardi e Philip Larratt-Smith, l’esposizione, realizzata in collaborazione con The Easton Foundation e l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, è incentrata sul grande contributo della Bourgeois alla scultura e la profonda connessione tra la sua pratica artistica e la Galleria Borghese.

Louise Bourgeois. L’inconscio della memoria intreccia la memoria personale dell’artista a quella collettiva del museo pubblico: il percorso espositivo attraversa alcune sale del Museo, il padiglione dell’Uccelliera e il Giardino della Meridiana – luoghi che Louise Bourgeois aveva esplorato con ammirazione durante la sua prima visita a Roma nel 1967.

Circa 20 opere scultoree che dialogano con l’architettura unica del Casino Borghese e con la sua collezione, sono incentrate sui temi della metamorfosi, della memoria e sull’espressione di stati emotivi e psicologici. Queste tematiche, esplorate anche dagli artisti della collezione Borghese, sono rinvigorite dalla lente contemporanea di Bourgeois, che offre nuove prospettive sull’esperienza umana, grazie anche alla sua straordinaria diversità di forme, materiali e scale, che le hanno permesso di esprimere una gamma di stati emotivi.

Il percorso artistico di Louise Bourgeois (1911, Parigi – 2010, New York), lungo sette decenni ha fatto progredire in modo significativo le discussioni critiche sull’arte contemporanea, incorporando i temi della psicoanalisi e del femminismo che da allora sono diventati centrali. Negli anni Sessanta, dopo un periodo di intensa psicoanalisi, inizia a lavorare con forme biomorfe, sperimentando il lattice, il gesso, la cera e altri materiali. All’inizio degli anni Novanta presenta il suo primo gruppo di Cells, strutture autonome, alcune simili a stanze, composte da elementi scolpiti, oggetti trovati e oggetti conservati nel corso della sua vita. Sono dell’ultimo decennio della sua carriera le opere realizzate con i tessuti.

Il suo rapporto con l’Italia e con le collezioni Borghese ha influenzato in modo significativo la sua pratica creativa. L’incontro con la collezione Borghese iniziò con gli studi di storia dell’arte al Louvre alla fine degli anni Trenta e si approfondì tra il 1967 e il 1972 con i soggiorni a Pietrasanta, Carrara e in altre città della regione, lavorando in diversi studi e realizzando numerose opere in bronzo e marmo.

Un decennio dopo riprende a frequentare l’Italia, producendo altre sculture tra il 1981 e il 1991.

Con la mostra Louise Bourgeois. L’inconscio della memoria la Galleria Borghese conferma l’importanza del rapporto tra arte antica e contemporanea, diventando luogo di incontro e dialogo tra Maestri di epoche e provenienze diverse. Le installazioni contemporanee di oggi riaffermano e attualizzano ciò che la Galleria incarnava per Scipione Borghese: essere uno scrigno di tesori personali e un luogo per custodire un’eredità che va costantemente rinnovata, favorendo nuove letture della sua storia e della storia dell’arte.

In occasione della mostra, anche l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici ospita un’opera dell’artista, allestita nel Salon de Lecture: No Exit, un’installazione formata da una scala incorniciata lateralmente da pannelli e da due grandi sfere situate alla sua base. Nella scala si trovano appese due forme di gomma a cuore, elementi ben celati e che possono essere sbirciati attraverso una piccola porta dietro la struttura.

L’esposizione è stata realizzata grazie al supporto di FENDI, sponsor ufficiale della mostra.

La mostra è accompagnata da un programma di incontri dal titolo Esistere come donna organizzati da Electa. Scarica il programma qui 

Hospitality partner della mostra: Hotel Eden, Dorchester Collection

LOUISE BOURGEOIS. L’INCONSCIO DELLA MEMORI

a cura di Cloé Perrone, Geraldine Leardi e Philip Larratt-Smith

La prima mostra romana, realizzata in collaborazione con The Easton Foundation e l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, dedicata alla pratica scultorea dell’artista franco-americana, in cui una selezione attenta di opere entra in profonda conversazione con la collezione della Galleria.

 21 giugno – 15 settembre 2024

Immagini in evidenza by Amalia Di lanno

08
Mag

Mise en place, il sapore ritualizzato nell’opera di Nordine Sajot e nel design

 

«Un designer dovrebbe sapere che gli oggetti  possono diventare lo strumento di un rito esistenziale»Ettore Sottsass

Fino a luglio 2024 da SUBSTRATUM, studio di architettura nel rione Monti di Roma, Mise en Place, quarto progetto quadrimestrale tra arte contemporanea e design. Il disegno allestitivo, concepito dallo studio, ci accoglie in uno degli ambienti più relazionali e aggreganti di un abitativo domestico, la cucina.

In questa forma mentis contemporanea si assiste a una dilatazione dello spazio fisico tradizionalmente inteso. Iniziamo a viaggiare verso il centro di questa simbolica terra-isola, il fuoco è velato, raffinatamente custodito in questo affascinante monolite nero che ci attrae e, al contempo, inghiotte. La riflessione progettuale accoglie un’idea più estesa di angolo cottura, inglobando difatti l’intero processo preparatorio che predispone la commensalità, quel ritrovamento identitario e culturale che accade intorno a un tavolo e ci riunisce nell’atto di mangiare attraverso il corpo, pieno e vuoto, della memoria personale e collettiva.

Et voilà…Mise en Place.  La ritualità è servita e si concretizza nella gestuale ‘messa a disposizione’, pronti ad accogliere, dentro, altri mondi e modi di vita. Siamo nella camera alchemica dove si cuoce e attua antropologicamente un rito simbolico, culturale e sociale per antonomasia, laddove si alimentano corpo, culture e tradizioni, ma anche atmosfere ed esperienze condivise che travalicano l’atto fisiologico, rientrando altresì in quella sfera puramente di piacere. In questo spazio ‘sacro’, nutrito di simboli e vissuti, la riappropriazione dell’uso abitativo e, nel caso specifico, del ‘consumo’ del cibo riconducono al senso ancestrale della valenza sociale. Al centro dello spazio tutto è apparecchiato ad arte. Sul monolite nero opaco le opere P.G.R., in ceramica e porcellana smaltata, di Nordine Sajot accendono e stimolano i sensi; l’artista compone un tableau vivantche aziona differenti appetiti per entrare, riflettere e metabolizzare la profondità sensibile del corpo gestuale. Quella dell’artista è una pratica rituale e performativa di consapevolezza esistenziale della propria presenza, di acquisizione di ‘sapore’ e sapere cosa si è e si vuole. Attraverso la complessità di cui siamo fatti e di cui ci nutriamo, la relazione tra vissuto personale e collettivo, l’oggetto-soggetto, anche nella sua parte assente o volutamente sezionata, rappresenta la nostra impronta, quell’azione che, solo sentita, può davvero alimentare noi e gli altri. Come, nella serie di dittici analogici SENZA TITOLO in bianco e nero, che, nella loro unicità ed elegante minimalismo, ci riconducono al rito nella sua tradizionale e valenza estetica. Ogni oggetto-utensile ritrova la sua forma, così lo spostamento del piano visivo genera e trasmette un’altra comunicazione, dal corpo destrutturato orizzontale l’ordine compositivo si verticalizza nella Mise en Place. E così il sottile esprime l’essenziale, la presenza e la sua negazione, percepita e poi lentamente deglutita.

E si ritorna al fuoco, oro di questa cucina. GOLD, il monolite nero, di Situazione Architettura è frutto dell’arte “semi artigianale” del brand italiano Time For Kitchen; l’isola rivestita con il sofisticato e resistentefenix nero ingo, ci catalizza e ingoia nella sua abbuiante monocromia e con il piacevole effetto soft touch. Ma nessuna impronta è trattenuta, se non quella artistica, la straordinaria opacità è garantita dall’innovativa tecnologia di questo gioiello di design ed estetica sublime. Nella visione microscopica del suo fenix, l’isola rivela la fascinazione di un paesaggio irregolare di cime e avvallamenti, sulle quali una fenice sembra davvero risorgere dal nero e riflettere la luce ravvivando l’ambiente circostante. Completano questo simbolico ‘angolo cottura’ due elementi a giorno realizzati con il caldo e accogliente laminato abete bruno, allestiti nella nicchia come dispensa-arredo necessario all’organizzazione di qualsiasi Mise en Place.

E così…la cucina ci trasforma in un’unica comune presenza, commestibile. Baricentro sociale della casa dove l’arte contemporanea e il design si confermano alimenti essenziali alla riattivazione di processi preparatori che ricongiungono l’originario al collettivo.

Substratum è uno studio di architettura con sede a Roma dal 2017, costituito da Giorgia Castellani e Giovanni Tamburro. Il principale oggetto di interesse dello studio è la materia storica, antica o più recente, che si traduce in lavori di restauro di beni storico-artistici, ristrutturazioni di edifici residenziali, disegno di arredi e allestimenti. Si relazionano con l’esistente urbano anche attraverso la progettazione di nuovi edifici. In un senso arcaico Substratum è ciò che sta sotto, talora nascosto, ma pur sempre ciò che tiene, materia fatta di relazioni solide, connessioni costanti, collegamenti persistenti. Esige uno sguardo acuto, dinamico, capace di leggere dal basso verso l’alto e ritorno, di lato e di traverso, fuori e dentro. Un’indagine attenta non solo alle luci ma soprattutto alle ombre, perché sono queste a dare spessore e sostanza, capace di rintracciare segni e disegni, di ricostruire tessuti e trame, di connettere idee ad altre idee, colori a forme, gesti a corpi, sensi a sogni, suoni a forme, forme a idee, e da capo. La filosofia di SUBSTRATUM può essere sintetizzata nelle loro parole: osserviamo il basso per guardare l’alto, ricuciamo il sotto per tessere un sopra.

Nordine Sajot è un’artista visiva pluridisciplinare. Nata a Parigi, si forma in Francia presso l’Accademia del Louvre e l’Accademia delle Belle Arti di Nantes. In seguito consegue un master in Design presso l’Accademia delle Belle Arti di Saint-Etienne. Nel 2005, dopo aver vissuto e lavorato fra Olanda, Italia e Francia, si traferisce a Roma dove attualmente vive. Il suo lavoro si concentra sugli aspetti antropologici della società collegati, in particolare, alle dinamiche del consumo su scala globale. L’indagine si focalizza su cibo, corpo, linguaggi, con una particolare attenzione alle questioni di uguaglianza a matrice femminile. Attraverso disegno, fotografie, sculture, installazioni, video, scrittura e performance, la sua ricerca produce una visione d’insieme che le serve per approfondire le caratteristiche più complesse della società e dei nostri sistemi identitari e culturali radicati nell’inconscio collettivo. La riflessione investe anche l’idea stessa di arte all’interno di uno schema che rimanda ancora a dei riferimenti e modalità dominanti di sistemi maschilisti e colonialisti.Il suo lavoro è stato presentato in diverse gallerie, spazi istituzionali e festival in Italia e all’estero. Le sue opere sono state acquisite in collezioni private e pubbliche quali: UNICREDIT Group Torino, AksoNobelArt Foundation Amsterdam, SEAT Pagine Bianche Torino, Co.Re.Ve Consorzio Recupero Vetri Milano, Saint-Gobain vetri Savona, Museo d’Arte Contemporanea ex-manifattura tabacchi, MLAC Museo d’Arte Contemporanea La Sapienza Rome.

Mise en Place
Il sapore ritualizzato nell’opera di Nordine Sajot e nel design

Visite su appuntamento lun-ven 10-19 Tel. 3384038423
progetto quadrimestrale, visitabile fino a luglio 2024

SUBSTRATUM
Via in Selci, 84b, 00184 – Roma

064823658 www.substratum.it
g.tamburro@substratum.it- g.castellani@substratum.it

Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com – info@amaliadilanno.com

progetto in collaborazione con Situazione Architetturadi Stefano Corona, via Carlo Felice, 95 – 00185 Roma

25
Ott

JANNIS KOUNELLIS a Milano

A central figure of international contemporary art, Kounellis’ oeuvre has been a critical reference point for generations of artists and is found in the permanent collections of major art museums worldwide.

The exhibition, held from 19 September to 22 December 2023, It brings together a series of seven wall-mounted iron panels the artist made in 1991, each dotted with coal elements arranged along regular horizontal lines, almost suggesting an archaic visual alphabet. The works, displayed on the gallery’s ground floor in an austere yet impressive setting, exemplify the monumental nature of Kounellis’ wall reliefs, perfectly capturing his fascination with raw, everyday media that fuelled his practice beginning in the 1960s. Since its earliest iterations in the late 1960s, Kounellis’ work has stood out for its quest towards a new spatial awareness. While calling himself a painter, he used materials long considered non-pictorial and departed from traditional concepts of representation. Towards the end of the Twentieth Century, Kounellis developed an increasingly architectural language, creating labyrinthine environments that manipulated the exhibition space and the viewer’s experience, while using the materials that had become part of his vocabulary over the decades. Permeating the viewer’s space and activating all the senses, his works still hold the power to collapse the boundaries between art and life. To accompany the exhibition, Jannis Kounellis, Cardi Gallery will publish a comprehensive volume on the artist’s work and his life in Milan, curated by Studio Celant with texts by Vincenzo De Bellis and Elizabeth Mangini. A special thanks to Archivio Kounellis and Gladstone Gallery, in particular to Simone Battisti and Giulia Ruberti.

“Everything I do is painting, even if I don’t touch a brush,” he said. “I tell my truth as a painter.”

BIO
Greek-born Italian artist Jannis Kounellis (1936-2017) was a pioneer of post-war European art and a leading figure in the Italian art movement “Arte Povera”. Seeking to disrupt the commercial value of art, “Poveristi” often combined organic and mundane materials to comment on the shifting relationship between humankind and the natural environment. Kounellis’s practice encompassed ephemeral pieces and material objects, perfectly exemplifying the radical age of Arte Povera: the work of art existed to reject any representative form. Kounellis quickly moved beyond the medium’s constraints after starting his career as a painter. He began incorporating in his works materials such as fire, earth, gold, and burlap sacks, an homage to fellow artist Alberto Burri. Throughout the 1970s and 1980s, Kounellis continued introducing new elements, such as smoke, shelving units, trolleys, blockaded openings, mounds of coffee grounds, coal and other materials, particularly from the shipping and manufacturing industries. Imbued in these diverse fragments of everyday life, Kounellis saw a narrative of the past alongside the foundations of modern civilisation. Converging and colliding in the artist’s new poetic vocabulary, these elements reveal the rupture between the former and the latter. Kounellis nonetheless referred to his works as paintings, even though his art sought to break down and transcend the medium’s boundaries.

Jannis Kounnelis
September 19 – December 22, 2023
CARDI GALLERY | MILAN

Corso di Porta Nuova 38
Milan, 20121, Italy
Monday-Friday 9.30 am – 6.00 pm
Saturday 11.00 am – 6.00 pm
+39 02 45 47 8189

Cover Image, Installation view Ph. © Gianluca Di Ioia

22
Mar

FRANGIBILE di Ezia Mitolo

La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inizia la stagione espositiva presentando al pubblico un nuovo e inedito progetto. Nasce la project room, un ambiente interno alla galleria in cui ospitare differenti progettualità artistiche che andranno ad arricchire il già nutrito programma di mostre proposte dal 2006 ad oggi.
Ad aprire questa nuovo concept di spazio espositivo la galleria sceglie una personale di Ezia Mitolo, affermata artista pugliese capace di esprimersi trasversalmente in una modalità multidisciplinare mediante differenti tecniche e linguaggi.
Frangibile, è il titolo della mostra a cura di Ilaria Caravaglio, la prima di una serie di esposizioni che si susseguiranno con un calendario parallelo a quello dell’attività della sede storica della galleria -accanto alla Concattedrale della città bianca- rendendo finalmente concreto un intenso desiderio dell’art director Maria Gabriella Damiani.
L’artista propone una serie di opere che conducono il visitatore attraverso un percorso di riflessione e introspezione, un invito a soffermarsi sulle emozioni, dalla dimensione più intima a una lettura d’insieme, fino alla fragilità delle stesse. Disegno su carta e su stoffa, installazione, fotografia, scultura e video si alternano negli spazi della project room, a sottolineare una solida continuità nella ricerca di Ezia Mitolo, seppur espressa con differenti medium; un’esposizione che integra opere rappresentative dell’artista a opere più recenti, realizzate tra il 2021 ed il 2023, presentate al pubblico per la prima volta.

L’inaugurazione, alla presenza dell’artista e della curatrice, si terrà sabato 1 aprile alle ore 18.00 e la mostra sarà visitabile fino al 23 aprile 2023.

FRANGIBILE
EZIA MITOLO
a cura di Ilaria Caravaglio
Vernissage 1 aprile ore 18,00
1 – 23 aprile 2023

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it
www.orizzontiarte.it

Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com
info@amaliadilanno.com

07
Feb

L’IMPRONTA DELL’ACQUA. Il Trasimeno tra arte e scienza nell’opera di Roberto Ghezzi

L’impronta dell’acqua, mostra personale dell’artista Roberto Ghezzi, a cura di Mara Predicatori, diffusa in sei diversi spazi di altrettanti comuni umbri, dal 18 febbraio al 16 aprile 2023.

L’impronta dell’acqua è un progetto culturale promosso da Arpa Umbria in collaborazione con Roberto Ghezzi e Mara Predicatori, con il sostegno della Fondazione Perugia, in partnership con l’Unione dei Comuni del Trasimeno, i Comuni di Castiglione del Lago, Corciano, Magione, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno e le associazioni Laboratorio del Cittadino e Faro Trasimeno e che ha visto, ai fini della disseminazione, anche la partecipazione di alcune classi delle scuole del territorio e la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Perugia.

L’impronta dell’acqua ha l’obiettivo di introdurre nuove forme di progettazione, nuove modalità di produzione scientifica e artistica, nuovi linguaggi liberi e innovativi per parlare del lago Trasimeno. Una mostra e un progetto complesso che intendono restituire una riflessione sulla rappresentazione paesaggistica e delle sue componenti biologiche e naturali attraverso la sinergia tra la pratica dell’artista, lo studio scientifico-biologico dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente – Arpa Umbria – e la rilettura dell’azione in chiave artistica delle pratiche di produzione e rappresentazioni di Roberto Ghezzi. 

Protagoniste del progetto sono le Naturografie© di Roberto Ghezzi, opere inedite che riescono a creare un ponte tra arte e scienza. Si tratta di tele create secondo un processo studiato dall’artista affinché sia la natura stessa a lasciare traccia di sé su supporti collocati nell’ambiente naturale per lunghi periodi. Grazie a questa prassi, Ghezzi è in grado di restituire al pubblico opere di grande fascinazione estetica, ma anche capaci di fungere da matrici di raccolta degli organismi tipici dell’ambiente naturale.
Roberto Ghezzi da anni mappa territori e paesaggi. In due decenni Ghezzi ha realizzato installazioni e ricerche in molti luoghi nazionali e internazionali, legando il suo lavoro a studi sull’ecosistema e sulla biologia in parchi e riserve naturali di tutti i continenti (Alaska, Islanda, Sud Africa, Tunisia, Norvegia, Patagonia, Croazia). In Italia ha realizzato numerosi progetti di ricerca in ogni regione e tipologia di ambiente (Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Umbria).

Le fasi del progetto: Il progetto ha visto in prima battuta la realizzazione delle opere. Nei mesi di agosto/ottobre-dicembre, intrecciando istanze di ricerca di Arpa e di tipo artistico e pratico, secondo la propria metodologia di lavoro, Roberto Ghezzi ha installato tessuti pretrattati in 4 diversi habitat dell’isola Polvese e altre tele presso la costa di Castiglione del Lago. Una volta che la natura ha compiuto il suo corso e l’artista ha deciso che il processo di formazione delle tele era compiuto, sono state ritirate e si è avviata una fase di studio ecologico e biologico al microscopio da parte di Arpa e una fase di trasformazione dei tessuti in opere adatte per le 6 mostre che si apriranno nel mese di febbraio/aprile 2023.

Da un punto di vista scientifico, l’impronta che la natura ha lasciato su queste tele ha permesso una analisi ecologica da parte di Arpa Umbria, che restituisce una lettura delle peculiarità ambientali ed ecologiche del lago Trasimeno. L’analisi ecologica ha permesso di evidenziare le caratteristiche uniche e particolari del lago e dei suoi abitanti, di evidenziare come l’unicum sia formato da più ambienti ognuno contraddistinto da specifici segni distintivi: la presenza o l’assenza di una specie vegetale o animale, l’insistenza di una architettura o la duttilità di un corso d’acqua, il ruolo dell’essere umano nella tutela o nella distruzione di un ambiente protetto. Lo studio biologico ha esaminato più da vicino le componenti animali, vegetali e minerali che hanno accolto per diversi giorni le tele dell’artista, accettandole nel proprio evolversi, assumendole come parte integrante del proprio divenire. Sulle tele infatti gli insetti si sono riprodotti, le piante hanno trovato supporto per crescere, gli animali matrice per la propria alimentazione. La restituzione di questa integrazione è rappresentata dalle numerose sfumature di colore: ogni organismo ha dipinto la tela con colori brillanti o tenui, secondo il suo essere o il tempo del suo passaggio o del suo permanere. Acqua, aria e terra hanno poi dato il loro contributo spostando, trasportando, rimuovendo, permanendo. 

Da un punto di vista artistico, Ghezzi, pur ancorandosi da un punto di vista scientifico agli specifici habitat in cui interviene e dunque operando secondo una logica site-specific, di fatto porta avanti una ricerca sul linguaggio artistico in sé e più nello specifico una rilettura contemporanea del genere paesaggistico. Come spiega la storica dell’arte e curatrice Mara Predicatori, l’opera di Ghezzi si inquadra nella millenaria riflessione sulla rappresentazione del reale e sulla trasfigurazione che porta con sé. Le tele sono infatti mimetiche rispetto alla realtà che raffigurano (è la natura stessa che lascia la propria materia sulla tela) ma allo stesso tempo, l’immagine non è giammai realistica rispetto al reale ma ne è un rimando simbolico. Nella alchemica collaborazione tra artista e natura risiede il mistero di queste opere, più paesaggio dei paesaggi, eppure di matrice astratta-informale. Un ritorno alla pittura (la logica dei colori, delle trame, la ricerca sul limite tra visibile e non) che tuttavia si innesta sulla pratica performativa, il lavoro site-specific e che nel contrasto tra metodo applicato e arbitrio della scelta creativa sembra eludere il dualismo tra positivismo-romanticismo portando a una terza via di sconfinamento. Nuovi “paesaggi contemporanei” che, a distanza di circa 500-600 anni dalle raffigurazioni in bilico tra paesaggio reale e immaginario del Trasimeno compiute da Beato Angelico (si ricordi la prima raffigurazione del lago nel 1430 nell’Annunciazione presso il Museo Diocesano di Cortona), Perugino e Raffaello, portano a indagare il divenire dell’arte e le plurime matrici linguistiche per farlo. 

Nel mese di febbraio si apriranno le mostre che restituiranno al pubblico i risultati della sperimentazione. Nello specifico, il primo appuntamento è a Castiglione del Lago presso il Palazzo della Corgna di Castiglione del Lago, dove sarà possibile visionare le Naturografie© prodotte in ciascun habitat, installazioni frutto della combinazione di elementi di prelievo e una serie di disegni e rielaborazioni artistiche degli ingrandimenti delle immagini realizzate al microscopio prodotti da Arpa Umbria. 

La mostra, nata come restituzione artistico-poetica e non didascalica, conserverà l’impianto scientifico ed educativo nei rimandi esplicativi presenti tramite QR in mostra e dunque nel sito web dedicato. I risultati del progetto saranno restituiti attraverso una mostra diffusa. Presso Palazzo della Corgna di Castione Del Lago vi sarà una esposizione principale con una restituzione di tutte le Naturografie e opere riferite ai vari habitat campionati. In altri cinque comuni del comprensorio del Trasimeno (Corciano, Magione, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno), saranno visibili invece dei trittici dell’autore, appositamente pensati, che forniranno chiavi di lettura plurime al lavoro grazie alla natura eterogenea degli spazi ospitanti che offrono agganci diversi alla ricerca. 

La restituzione, infatti, pur affrontando l’ambiente lago che fa da legante, di fatto fornirà in modo latente un’esperienza estetico/conoscitiva che rifletterà input diversificati e impressioni di tipo multidisciplinare che nascono dal confronto con la storia e altre opere contemporanee (Centro Informazioni presso il Parco Campo del Sole, Tuoro), la ricerca stratigrafica e le testimonianze del territorio (Museo Antiquarium di Corciano), il rapporto con le pratiche del lavoro (Museo della Pesca di San Feliciano), con la rappresentazione della natura nell’opera storica di Perugino (Chiesa di San Sebastiano di Panicale), con la dimensione documentale anche del lavoro artistico (sala comunale di Passignano) a testimonianza ancora una volta del forte legame che unisce l’arte e la scienza

L’IMPRONTA DELL’ACQUA
mostra personale di Roberto Ghezzi
a cura di Mara Predicatori

progetto culturale promosso da Arpa Umbria
con il sostegno della Fondazione Perugia

Sedi Varie, Regione Umbria: Comuni di Castiglione del Lago, Corciano, Magione, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno.

dal 18 febbraio al 16 aprile 2023

Maggiori info https://limprontadellacqua.arpa.umbria.it e pagina FB L’impronta dell’acqua https://www.facebook.com/profile.php?id=100088579161889

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