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28
Nov

Gina Pane – Silvia Giambrone. L’azione espansa

GINA PANE – SILVIA GIAMBRONE
L’azione espansa
a cura di Carlo Sala

La galleria CreArte Studio presenta Gina Pane – Silvia Giambrone. L’azione espansa, a cura di Carlo Sala, che mette in dialogo i lavori di Gina Pane, una delle più importanti performer del Novecento, con l’opera di Silvia Giambrone, artista emergente internazionale recentemente selezionata da Cristiana Collu della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma per il Level 0.

La mostra, che inaugura sabato 29 ottobre, è una riflessione attorno ai temi del corpo nell’arte e nella società, della femminilità, dei rapporti familiari, delle forme sociali di controllo e di sviluppo della soggettività – già emersi con vigore all’interno delle pratiche artistiche degli anni Settanta, e che oggi possono assumere nuovi significati ed essere trattati attraverso rinnovate modalità espressive. Proprio le fotografie tratte da alcune delle più importanti performance di Gina Pane saranno accostate alle recenti installazioni di Silvia Giambrone così da destare un gioco di rimandi, assonanze e dialoghi.
Di Gina Pane saranno esposti alcuni dei più celebri lavori della stagione della body art come Action Je (1972), Transfert (1973) e Action mélanconique (1974) e la celebre Azione sentimentale (1973). Il dialogo tematico e mediale, che si innesca tra le due autrici, parte però da un differente uso del corpo: se per Gina Pane esso è il veicolo principale della sua espressione, tanto da originare curatissime azioni di carattere simbolico ed emotivo, per Silvia Giambrone non sempre il corpo è messo in scena direttamente per cui il concetto stesso di “azione” si espande verso forme oggettuali che ne evocano lo svolgimento, ne sono una diretta derivazione o ricoprono un valore complementare per sviluppare una specifica riflessione.
Sarà esposta una ricca selezione di opere di quest’ultima che partono dalla sua performance Teatro anatomico (2012), dove l’artista si cuce direttamente sulla pelle un colletto ricamato, elemento per lei carico di ambiguità in quanto simbolo di un antico sapere artigianale, ma anche di un’adesione inconsapevole della donna ad una cultura di genere. Il video di questa performance entra così in dialogo con due dei più celebri lavori di Gina Pane: Action mélanconique e Azione sentimentale. In entrambi la Pane usa il suo corpo come veicolo espressivo, compiendo delle azioni in cui esso viene sottoposto al dolore. Nella sentimentale si parla della condizione della donna, del suo rapporto con la madre, degli stereotipi affettivi in cui talvolta si è intrappolati. Le immagini di grande pathos emotivo mostrano Gina Pane conficcarsi delle spine di rosa nel braccio e provocarsi dei tagli; il suo corpo diviene così vera materia creativa “aperta” verso gli altri.
Altre opere delle due autrici ruotano invece attorno al tema della dimensione privata: in Action Je la Pane è posta fuori dalla finestra di un appartamento e funge da veicolo per trasmettere al pubblico nella piazza sottostante le sensazioni, le emozioni e gli accadimenti della famiglia che sta osservando. Una riflessione sul privato pervade anche le opere Eroina (2012), Collars (2012) e Senza titolo – Wallpaper (2016) della Giambrone, dove il luogo domestico è visto come uno spazio in cui si forma la soggettività del singolo, ma anche dove quest’ultima può essere limitata. L’assunto appare evidente anche nell’installazione fotografica Vertigo (2015), dove una serie di oggetti di uso quotidiano, posti tra loro in dialogo, evocano sottilmente i conflitti personali.

La relazione che si crea tra le opere delle due autrici proviene dall’indagine sul tema centrale del corpo, inteso sia come medium espressivo che come soggetto capace di formulare delle riflessioni sul rapporto tra individuo e società.

CreArte Studio – Palazzo Porcia
Piazza Castello n°1, Oderzo (TV)
Inaugurazione: sabato 29 ottobre, ore 18.00
da sabato 30 ottobre a domenica 18 dicembre 2016
Orari: giovedì -sabato: 16.00 – 19.30;
domenica 9.30 – 12.30 e 16.00 – 21.30.

Catalogo in galleria
www.crearte-studio.it
info@crearte-studio.it
tel. +39 333.7474335

Gina Pane (Biarritz, 1939 – Parigi, 1990)
è uno dei più importanti artisti del secondo Novecento.
Studia all’Académie des beaux-arts di Parigi dal 1961 al 1966 e successivamente insegna presso l’Ecole des beaux-arts di Mans tra il 1975 ed il 1990; conduce un importante workshop sulle performance al Centre Georges Pompidou di Parigi tra il 1978 ed il 1979.
I suoi primi lavori sono dei dipinti astratti di natura geometrica a cui seguono le sperimentazioni vicine alla land art; alla fine degli anni Sessanta diventa un esponente di primo piano della body art internazionale: mette in scena il proprio corpo in performance di cui rimangono delle fotografie come traccia simbolica delle sue azioni. Nel 1969 Gina Pane realizza la sua prima azione in Italia Premier projet du silence alla Galleria LP 220 di Franz Paludetto a Torino. Nel 1974 realizza la sua performance più nota, Azione sentimentale, alla Galleria Diagramma di Milano. A partire dagli anni Ottanta, Gina Pane non mette più direttamente la sua fisicità al centro delle sue azioni, ma esegue delle istallazioni con accostamenti di differenti materiali con riferimenti di carattere allegorico. Negli anni partecipa a importanti rassegne personali e collettive in vari musei internazionali, tra cui: Festival di Avignone (1969); Body works, Museum of Moderna art, Chicago (1975), L’art vidéo, Musée d’Art Moderne, Parigi e Palais de Beaux-arts, Bruxelles (1975) e 1968-Utopies concrètes dans l’art et la société, Kustverein, Dusseldorf (1989).
Nel 1972 prende parte alla IV Biennale di Belgrado, nel 1977 partecipa alla VI edizione di Documenta a Kassel e nel 1980 a Progetti Speciali alla Biennale di Venezia.
I suoi lavori sono conservati nei più importanti musei internazionali tra cui il MOMA di New York ed il Centre Pompidou di Parigi.
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Silvia Giambrone (Agrigento, 1981), lavora con video, installazione, scultura, performance, suono. La sua ricerca è incentrata sulla soggettività e sulla relazione tra corpo, linguaggio e potere. Laureata all’Accademia di Belle Arti di Roma, è tra i fondatori di 26cc di Roma. Negli ultimi quattro anni ha partecipato a numerose residenze in Europa e Stati Uniti e viene invitata a diverse conferenze. Tra le sue mostre più significative: Pandora’s Boxes, CCCB Museum, Madrid (2009); Eurasia, Mart, Rovereto (2009); Moscow Biennale: Qui vive?(2010); Flyers, Oncena Biennal de la Havana (2012); Re- Generation, Museo Macro, Roma (2012); Mediterranea 16 (2013); Kaunas Bienale Unitext (2013); Let it go, American Academy in Rome (2013) e Museo Riso (2014); Silvia Giambrone: Critica in arte, MAR Museum, Ravenna (2014); Residenza all’ISCP di New York (2015); Silvia Giambrone: A terrible love of war, Kaunas Bienale, Lituania (2015); The Body as Language: Women and Performance, Richard Saltoun Gallery, London (2015; ); ‘Suite Rivolta’, Carla Lonzi’s feminism and the art of revolt, Museu de Electricidade, Doclisboa’s Passages, Lisboa (2015); Every passion borders on the chaotic, Museo Villa Croce, Genova (2016); W Women in Italian Design, Triennale Design Museum, Milano (2016); Archeologia domestica Vol. I, Istituto italiano di cultura, Colonia (2016).
Premi: 2016 Optima SmartUp, Primo premio; 2014 Collectors for Celeste Prize, Primo Premio; 2014 Premio Francesco Fabbri, Menzione Speciale BIM; 2013 Kaunas Biennale, Primo Premio; 2009 Premio Epson, Primo Premio. Vive e lavora a Roma.

24
Ott

Gina Pane – Silvia Giambrone. L’azione espansa

GINA PANE – SILVIA GIAMBRONE
L’azione espansa
a cura di Carlo Sala

La galleria CreArte Studio presenta Gina Pane – Silvia Giambrone. L’azione espansa, a cura di Carlo Sala, che mette in dialogo i lavori di Gina Pane, una delle più importanti performer del Novecento, con l’opera di Silvia Giambrone, artista emergente internazionale recentemente selezionata da Cristiana Collu della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma per il Level 0.

La mostra, che inaugura sabato 29 ottobre, è una riflessione attorno ai temi del corpo nell’arte e nella società, della femminilità, dei rapporti familiari, delle forme sociali di controllo e di sviluppo della soggettività – già emersi con vigore all’interno delle pratiche artistiche degli anni Settanta, e che oggi possono assumere nuovi significati ed essere trattati attraverso rinnovate modalità espressive. Proprio le fotografie tratte da alcune delle più importanti performance di Gina Pane saranno accostate alle recenti installazioni di Silvia Giambrone così da destare un gioco di rimandi, assonanze e dialoghi.
Di Gina Pane saranno esposti alcuni dei più celebri lavori della stagione della body art come Action Je (1972), Transfert (1973) e Action mélanconique (1974) e la celebre Azione sentimentale (1973). Il dialogo tematico e mediale, che si innesca tra le due autrici, parte però da un differente uso del corpo: se per Gina Pane esso è il veicolo principale della sua espressione, tanto da originare curatissime azioni di carattere simbolico ed emotivo, per Silvia Giambrone non sempre il corpo è messo in scena direttamente per cui il concetto stesso di “azione” si espande verso forme oggettuali che ne evocano lo svolgimento, ne sono una diretta derivazione o ricoprono un valore complementare per sviluppare una specifica riflessione.
Sarà esposta una ricca selezione di opere di quest’ultima che partono dalla sua performance Teatro anatomico (2012), dove l’artista si cuce direttamente sulla pelle un colletto ricamato, elemento per lei carico di ambiguità in quanto simbolo di un antico sapere artigianale, ma anche di un’adesione inconsapevole della donna ad una cultura di genere. Il video di questa performance entra così in dialogo con due dei più celebri lavori di Gina Pane: Action mélanconique e Azione sentimentale. In entrambi la Pane usa il suo corpo come veicolo espressivo, compiendo delle azioni in cui esso viene sottoposto al dolore. Nella sentimentale si parla della condizione della donna, del suo rapporto con la madre, degli stereotipi affettivi in cui talvolta si è intrappolati. Le immagini di grande pathos emotivo mostrano Gina Pane conficcarsi delle spine di rosa nel braccio e provocarsi dei tagli; il suo corpo diviene così vera materia creativa “aperta” verso gli altri.
Altre opere delle due autrici ruotano invece attorno al tema della dimensione privata: in Action Je la Pane è posta fuori dalla finestra di un appartamento e funge da veicolo per trasmettere al pubblico nella piazza sottostante le sensazioni, le emozioni e gli accadimenti della famiglia che sta osservando. Una riflessione sul privato pervade anche le opere Eroina (2012), Collars (2012) e Senza titolo – Wallpaper (2016) della Giambrone, dove il luogo domestico è visto come uno spazio in cui si forma la soggettività del singolo, ma anche dove quest’ultima può essere limitata. L’assunto appare evidente anche nell’installazione fotografica Vertigo (2015), dove una serie di oggetti di uso quotidiano, posti tra loro in dialogo, evocano sottilmente i conflitti personali.

La relazione che si crea tra le opere delle due autrici proviene dall’indagine sul tema centrale del corpo, inteso sia come medium espressivo che come soggetto capace di formulare delle riflessioni sul rapporto tra individuo e società.

CreArte Studio – Palazzo Porcia
Piazza Castello n°1, Oderzo (TV)
Inaugurazione: sabato 29 ottobre, ore 18.00
da sabato 30 ottobre a domenica 18 dicembre 2016
Orari: giovedì -sabato: 16.00 – 19.30;
domenica 9.30 – 12.30 e 16.00 – 21.30.

Catalogo in galleria
www.crearte-studio.it
info@crearte-studio.it
tel. +39 333.7474335

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