Camera d’Arte

15
Mag

Al riparo dai rumori del mondo di Emilio D’Elia

La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura sabato 18 maggio 2024 alle ore 19.00 la stagione espositiva della Project Room con la mostra personale di Emilio D’Elia, dal titolo al riparo dai rumori del mondo, a cura di Ilaria Caravaglio.
Dopo una lunga carriera a Parigi Emilio D’Elia ritorna alla natia San Pietro Vernotico (BR) e accoglie con grande entusiasmo l’invito a progettare una mostra per lo spazio interno della galleria ostunese. Riflettendo su una visione espositiva universale, l’artista pratica un esercizio d’infinito e apre simbolicamente, dal centro storico della città bianca, le porte di un’arte silente al fragore di visitatori e turisti in arrivo da ogni parte del mondo.
In mostra una serie di opere dipinte tutte su carta, la maggior parte inedite e realizzate appositamente per l’occasione. Al centro della ricerca dell’artista la profonda attrazione per la materia e l’energia, i pianeti, le stelle e l’indissolubile legame tra il micro e macrocosmo. Nella leggerezza e poesia della carta si possono apprezzare ancor più la delicatezza e un’aura di sacralità, come anche quella forte vibrazione ed energia vitale incontenibile che contraddistinguono i lavori di D’Elia.
Le opere trasudano sempre una immensa serenità ed emerge dal lavoro dell’artista una intensa capacità di osservazione interna ed esterna, al contempo. D’Elia riesce a cogliere sfumature di un’intimità profonda in cui l’osservatore può rispecchiarsi e riflettere. D’altronde, la meditazione, come il raccoglimento, risultano determinanti nel suo lavoro, pratiche di vita essenziali proprio come si evince dal titolo di questa personale.

L’inaugurazione, alla presenza dell’artista e della curatrice, si terrà sabato 18 maggio 2024 alle ore 19.00, la mostra sarà visitabile fino al 13 giugno 2024.

Emilio D’Elia, al riparo dai rumori del mondo
a cura di Ilaria Caravaglio
Inaugurazione 18 maggio 2024 ore 19,00

La mostra è visitabile fino al 13 giugno 2024
orario visite:
dal lunedì al sabato 11-13.30 e 17-19
domenica solo mattina

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it – www.orizzontiarte.it
F: Orizzontiartecontemporanea

Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com – info@amaliadilanno.com


Immagine in evidenza: Di fronte alla collina serena, dettaglio, 2024
Immagini in basso sx: Passo in silenzio, pigmenti naturali su carta, 2020
Immagine in basso dx: L’orto della stella, pigmenti naturali su carta, 2024
08
Mag

Mise en place, il sapore ritualizzato nell’opera di Nordine Sajot e nel design

 

«Un designer dovrebbe sapere che gli oggetti  possono diventare lo strumento di un rito esistenziale»Ettore Sottsass

Fino a luglio 2024 da SUBSTRATUM, studio di architettura nel rione Monti di Roma, Mise en Place, quarto progetto quadrimestrale tra arte contemporanea e design. Il disegno allestitivo, concepito dallo studio, ci accoglie in uno degli ambienti più relazionali e aggreganti di un abitativo domestico, la cucina.

In questa forma mentis contemporanea si assiste a una dilatazione dello spazio fisico tradizionalmente inteso. Iniziamo a viaggiare verso il centro di questa simbolica terra-isola, il fuoco è velato, raffinatamente custodito in questo affascinante monolite nero che ci attrae e, al contempo, inghiotte. La riflessione progettuale accoglie un’idea più estesa di angolo cottura, inglobando difatti l’intero processo preparatorio che predispone la commensalità, quel ritrovamento identitario e culturale che accade intorno a un tavolo e ci riunisce nell’atto di mangiare attraverso il corpo, pieno e vuoto, della memoria personale e collettiva.

Et voilà…Mise en Place.  La ritualità è servita e si concretizza nella gestuale ‘messa a disposizione’, pronti ad accogliere, dentro, altri mondi e modi di vita. Siamo nella camera alchemica dove si cuoce e attua antropologicamente un rito simbolico, culturale e sociale per antonomasia, laddove si alimentano corpo, culture e tradizioni, ma anche atmosfere ed esperienze condivise che travalicano l’atto fisiologico, rientrando altresì in quella sfera puramente di piacere. In questo spazio ‘sacro’, nutrito di simboli e vissuti, la riappropriazione dell’uso abitativo e, nel caso specifico, del ‘consumo’ del cibo riconducono al senso ancestrale della valenza sociale. Al centro dello spazio tutto è apparecchiato ad arte. Sul monolite nero opaco le opere P.G.R., in ceramica e porcellana smaltata, di Nordine Sajot accendono e stimolano i sensi; l’artista compone un tableau vivantche aziona differenti appetiti per entrare, riflettere e metabolizzare la profondità sensibile del corpo gestuale. Quella dell’artista è una pratica rituale e performativa di consapevolezza esistenziale della propria presenza, di acquisizione di ‘sapore’ e sapere cosa si è e si vuole. Attraverso la complessità di cui siamo fatti e di cui ci nutriamo, la relazione tra vissuto personale e collettivo, l’oggetto-soggetto, anche nella sua parte assente o volutamente sezionata, rappresenta la nostra impronta, quell’azione che, solo sentita, può davvero alimentare noi e gli altri. Come, nella serie di dittici analogici SENZA TITOLO in bianco e nero, che, nella loro unicità ed elegante minimalismo, ci riconducono al rito nella sua tradizionale e valenza estetica. Ogni oggetto-utensile ritrova la sua forma, così lo spostamento del piano visivo genera e trasmette un’altra comunicazione, dal corpo destrutturato orizzontale l’ordine compositivo si verticalizza nella Mise en Place. E così il sottile esprime l’essenziale, la presenza e la sua negazione, percepita e poi lentamente deglutita.

E si ritorna al fuoco, oro di questa cucina. GOLD, il monolite nero, di Situazione Architettura è frutto dell’arte “semi artigianale” del brand italiano Time For Kitchen; l’isola rivestita con il sofisticato e resistentefenix nero ingo, ci catalizza e ingoia nella sua abbuiante monocromia e con il piacevole effetto soft touch. Ma nessuna impronta è trattenuta, se non quella artistica, la straordinaria opacità è garantita dall’innovativa tecnologia di questo gioiello di design ed estetica sublime. Nella visione microscopica del suo fenix, l’isola rivela la fascinazione di un paesaggio irregolare di cime e avvallamenti, sulle quali una fenice sembra davvero risorgere dal nero e riflettere la luce ravvivando l’ambiente circostante. Completano questo simbolico ‘angolo cottura’ due elementi a giorno realizzati con il caldo e accogliente laminato abete bruno, allestiti nella nicchia come dispensa-arredo necessario all’organizzazione di qualsiasi Mise en Place.

E così…la cucina ci trasforma in un’unica comune presenza, commestibile. Baricentro sociale della casa dove l’arte contemporanea e il design si confermano alimenti essenziali alla riattivazione di processi preparatori che ricongiungono l’originario al collettivo.

Substratum è uno studio di architettura con sede a Roma dal 2017, costituito da Giorgia Castellani e Giovanni Tamburro. Il principale oggetto di interesse dello studio è la materia storica, antica o più recente, che si traduce in lavori di restauro di beni storico-artistici, ristrutturazioni di edifici residenziali, disegno di arredi e allestimenti. Si relazionano con l’esistente urbano anche attraverso la progettazione di nuovi edifici. In un senso arcaico Substratum è ciò che sta sotto, talora nascosto, ma pur sempre ciò che tiene, materia fatta di relazioni solide, connessioni costanti, collegamenti persistenti. Esige uno sguardo acuto, dinamico, capace di leggere dal basso verso l’alto e ritorno, di lato e di traverso, fuori e dentro. Un’indagine attenta non solo alle luci ma soprattutto alle ombre, perché sono queste a dare spessore e sostanza, capace di rintracciare segni e disegni, di ricostruire tessuti e trame, di connettere idee ad altre idee, colori a forme, gesti a corpi, sensi a sogni, suoni a forme, forme a idee, e da capo. La filosofia di SUBSTRATUM può essere sintetizzata nelle loro parole: osserviamo il basso per guardare l’alto, ricuciamo il sotto per tessere un sopra.

Nordine Sajot è un’artista visiva pluridisciplinare. Nata a Parigi, si forma in Francia presso l’Accademia del Louvre e l’Accademia delle Belle Arti di Nantes. In seguito consegue un master in Design presso l’Accademia delle Belle Arti di Saint-Etienne. Nel 2005, dopo aver vissuto e lavorato fra Olanda, Italia e Francia, si traferisce a Roma dove attualmente vive. Il suo lavoro si concentra sugli aspetti antropologici della società collegati, in particolare, alle dinamiche del consumo su scala globale. L’indagine si focalizza su cibo, corpo, linguaggi, con una particolare attenzione alle questioni di uguaglianza a matrice femminile. Attraverso disegno, fotografie, sculture, installazioni, video, scrittura e performance, la sua ricerca produce una visione d’insieme che le serve per approfondire le caratteristiche più complesse della società e dei nostri sistemi identitari e culturali radicati nell’inconscio collettivo. La riflessione investe anche l’idea stessa di arte all’interno di uno schema che rimanda ancora a dei riferimenti e modalità dominanti di sistemi maschilisti e colonialisti.Il suo lavoro è stato presentato in diverse gallerie, spazi istituzionali e festival in Italia e all’estero. Le sue opere sono state acquisite in collezioni private e pubbliche quali: UNICREDIT Group Torino, AksoNobelArt Foundation Amsterdam, SEAT Pagine Bianche Torino, Co.Re.Ve Consorzio Recupero Vetri Milano, Saint-Gobain vetri Savona, Museo d’Arte Contemporanea ex-manifattura tabacchi, MLAC Museo d’Arte Contemporanea La Sapienza Rome.

Mise en Place
Il sapore ritualizzato nell’opera di Nordine Sajot e nel design

Visite su appuntamento lun-ven 10-19 Tel. 3384038423
progetto quadrimestrale, visitabile fino a luglio 2024

SUBSTRATUM
Via in Selci, 84b, 00184 – Roma

064823658 www.substratum.it
g.tamburro@substratum.it- g.castellani@substratum.it

Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com – info@amaliadilanno.com

progetto in collaborazione con Situazione Architetturadi Stefano Corona, via Carlo Felice, 95 – 00185 Roma

25
Ott

JANNIS KOUNELLIS a Milano

A central figure of international contemporary art, Kounellis’ oeuvre has been a critical reference point for generations of artists and is found in the permanent collections of major art museums worldwide.

The exhibition, held from 19 September to 22 December 2023, It brings together a series of seven wall-mounted iron panels the artist made in 1991, each dotted with coal elements arranged along regular horizontal lines, almost suggesting an archaic visual alphabet. The works, displayed on the gallery’s ground floor in an austere yet impressive setting, exemplify the monumental nature of Kounellis’ wall reliefs, perfectly capturing his fascination with raw, everyday media that fuelled his practice beginning in the 1960s. Since its earliest iterations in the late 1960s, Kounellis’ work has stood out for its quest towards a new spatial awareness. While calling himself a painter, he used materials long considered non-pictorial and departed from traditional concepts of representation. Towards the end of the Twentieth Century, Kounellis developed an increasingly architectural language, creating labyrinthine environments that manipulated the exhibition space and the viewer’s experience, while using the materials that had become part of his vocabulary over the decades. Permeating the viewer’s space and activating all the senses, his works still hold the power to collapse the boundaries between art and life. To accompany the exhibition, Jannis Kounellis, Cardi Gallery will publish a comprehensive volume on the artist’s work and his life in Milan, curated by Studio Celant with texts by Vincenzo De Bellis and Elizabeth Mangini. A special thanks to Archivio Kounellis and Gladstone Gallery, in particular to Simone Battisti and Giulia Ruberti.

“Everything I do is painting, even if I don’t touch a brush,” he said. “I tell my truth as a painter.”

BIO
Greek-born Italian artist Jannis Kounellis (1936-2017) was a pioneer of post-war European art and a leading figure in the Italian art movement “Arte Povera”. Seeking to disrupt the commercial value of art, “Poveristi” often combined organic and mundane materials to comment on the shifting relationship between humankind and the natural environment. Kounellis’s practice encompassed ephemeral pieces and material objects, perfectly exemplifying the radical age of Arte Povera: the work of art existed to reject any representative form. Kounellis quickly moved beyond the medium’s constraints after starting his career as a painter. He began incorporating in his works materials such as fire, earth, gold, and burlap sacks, an homage to fellow artist Alberto Burri. Throughout the 1970s and 1980s, Kounellis continued introducing new elements, such as smoke, shelving units, trolleys, blockaded openings, mounds of coffee grounds, coal and other materials, particularly from the shipping and manufacturing industries. Imbued in these diverse fragments of everyday life, Kounellis saw a narrative of the past alongside the foundations of modern civilisation. Converging and colliding in the artist’s new poetic vocabulary, these elements reveal the rupture between the former and the latter. Kounellis nonetheless referred to his works as paintings, even though his art sought to break down and transcend the medium’s boundaries.

Jannis Kounnelis
September 19 – December 22, 2023
CARDI GALLERY | MILAN

Corso di Porta Nuova 38
Milan, 20121, Italy
Monday-Friday 9.30 am – 6.00 pm
Saturday 11.00 am – 6.00 pm
+39 02 45 47 8189

Cover Image, Installation view Ph. © Gianluca Di Ioia

14
Ott

Thybris il fiume eterno di Roberto Ghezzi a La Galleria Nazionale di Roma

Martedì 7 novembre, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma inaugura la mostra THYBRIS il fiume eterno di Roberto Ghezzi, a cura di Cristian Porretta e Davide Silvioli, project manager Linda Simioli.

Il progetto è promosso dalla galleria d’arte FABER in partenariato scientifico con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università Sapienza di Roma, ARPA Lazio, realizzato con la collaborazione de Il Giornale dell’Ambiente e il supporto di Phoresta ETS.

La mostra espone una selezione di lavori dalla serie delle Naturografie, opere che nascono dal contatto con le acque del Tevere, realizzate dall’artista a partire dal 2022 lungo il corso del fiume, dalla sorgente alla foce. La metodologia alla genesi di queste opere ha previsto l’immersione di grandi tele per un lungo periodo di tempo – circa un anno – nel letto del fiume, lasciando che le sue acque interagissero con i supporti. Tale procedimento ha permesso alle superfici delle tele di riprodurre stratificazioni visive, texture, umori cromatici, sedimentazioni materiche che, a loro volta, costituiscono l’esito della simbiosi dei supporti con l’ecosistema del Tevere.

“La mostra – scrivono i curatori – è pensata in stretta correlazione con la realtà geografica che la ospita e al contempo, grazie all’indole del lavoro di Roberto Ghezzi, è progettata anche per stabilire delle connessioni interdisciplinari, al fine di impostare un dialogo quantomai attuale tra la sperimentazione artistica contemporanea ed altri ambiti del sapere. Difatti, le Naturografie, serie distintiva della ricerca dell’artista e da lui già realizzate in svariati contesti naturali, permettono di confrontarsi con ciò che, tra i tanti interessanti aspetti, può essere considerato uno dei risultati più coerenti forniti dalla ricerca contemporanea in merito allo storico rapporto arte e paesaggio, nonché di tematizzare questioni urgenti del nostro quotidiano riferibili alla complessa relazione tra uomo e natura. Dunque, facendo delle acque del fiume Tevere il luogo di creazione delle opere in mostra, l’evento intende metterne in luce tanto il valore culturale, ancora in potere di catturare l’attenzione degli artisti, quanto le criticità della sua condizione odierna.”

L’esposizione pone in rilievo quanto il modus operandi dell’autore sia passibile di una pluralità di letture, tutte ugualmente valide, ora di carattere artistico in merito al legame tra arte e paesaggio, ora filosofico relativamente alla sinergia tra uomo e natura, ora ecologico riguardo la conoscenza dell’ambiente. Le Naturografie di Roberto Ghezzi possono quindi essere intraprese come oggetto di confronto interdisciplinare, in particolare con l’ambito scientifico. Conservano nella loro costituzione le proprietà biologiche e chimiche dell’habitat a fondamento della loro conformazione, corrispondendo così anche a potenziali riserve di informazioni relative a un luogo specifico in un dato arco di tempo.

A tal proposito, per offrire una fruizione esaustiva dell’opera e delle pratiche dell’artista, l’esposizione delle opere create nell’alveo del “fiume eterno” sarà accompagnata tanto dalla relativa discussione critica quanto da relazioni di carattere tecnico-scientifico elaborate dai soggetti accademici che hanno collaborato al progetto, attraverso un momento di approfondimento in programma alle ore 18.00 che precederà l’inaugurazione.
Roberto Ghezzi (Cortona, 1978), vive e lavora a Cortona (AR). La sua formazione ha avvio all’interno dello studio di scultura di famiglia e si perfeziona all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Inizia ad esporre negli anni Novanta e i suoi esordi sono legati alla pittura. Tutta la sua produzione è fondata sul forte interesse per il paesaggio naturale, che, agli inizi, egli indaga sia attraverso la rappresentazione pittorica, che mediante sperimentazioni “sul campo”, a contatto diretto con l’ambiente naturale. Si tratta di uno studio portato avanti nel corso di un decennio, che, muovendo da un approccio scientifico di esame approfondito della realtà organica, assume forma concettuale attraverso la materia.
Nei primi anni 2000 presenta al pubblico opere legate alla suddetta ricerca, maturata negli anni. Creazioni inedite, che nascono da studi e sperimentazioni su luoghi naturali, spesso incontaminati, e il cui titolo Naturografie© ha in sé il concetto fondante sia del risultato finale, che del processo. Quest’ultimo è parte integrante dell’opera, in un viaggio all’origine del rapporto tra artista e natura, dove il supporto è spazio di comunione tra essi. L’artista crea con la natura, ma, al tempo stesso sovraintende ad ogni fase della creazione: dalla determinazione delle variabili iniziali, al fattore tempo, fino alla forma finale.
Tra le ultime esperienze espositive: AQUAE, a cura di Start Cultura e EContemporary, Fondaco dei Tedeschi, Venezia, IT (2023); CONTEMPORARY ECOSYSTEMS, a cura di Bojana Janeva e Davide Silvioli, Museum of Contemporary Art of Skopje, NMK (2022); IMPERMANENTE, a cura di Cristian Porretta e Davide Silvioli, galleria d’arte FABER, Roma, IT (2022); THE WRITING OF NATURE, a cura di Inanna Riccardi, Sixty Eight Art Institute, Copenaghen, DK (2022);GENETICA DELLA FORMA, a cura di Davide Silvioli, Palazzo Collicola, Spoleto, IT (2022); LE LATITUDINI DELL’ARTE, a cura di Virginia Monteverde, Pulchri Studio, Den Haag, NL (2021). Principali residenze artistiche: The Polar Stream, in collaborazione con CNR ISP, Svalbard, NOR (2023); The Greenland Project, in collaborazione con CNR ISP, Tasiilaq, GRL (2022); North Macedonia Project- Art As Nature, NMK (2022); The Writing of Nature, 68 Art Institute and CasermArcheologica, Copenaghen, DK (2022); Planeta de Origen, Ushuaia, ARG (2019); Kunstkvarteret artist house, Lofoten Islands – Leknes, NO (2019); OAW, Tunis and Hergla, TUN (2018); South Africa Project, Blyde River Canyon and Mossel Baai, ZA (2018); Iceland Project, Hofn, Akureyri, IS (2017); Alaska Project, Talkeetna, McCarthy, AK USA (2015).

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporaneadi Roma
THYBRIS il fiume eterno di Roberto Ghezzi
a cura di Cristian Porretta e Davide Silvioli
project manager Linda Simioli

dal 7 al 26 novembre 2023

Martedì 7 novembre 2023
Sala delle Colonne

Martedì 7 novembre 2023
Sala Merini
ore 19.00 – 20.30

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
viale delle Belle Arti 131
Roma

Ingresso accessibile
via Gramsci 71

Orari di apertura
da martedì a domenica:
9.00 – 19.00
ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura
T + 39 06 32298 221
lagallerianazionale.com #LaGalleriaNazionale

Ufficio stampa
T +39 06 32298 308
gan-amc.uffstampa@cultura.gov.itAmalia Di Lanno
T +39 333 782 0768
info@amaliadilanno.com
02
Ott

A Firenze Anish Kapoor, Untrue Unreal

Dal 7 ottobre 2023 al 4 febbraio 2024, Fondazione Palazzo Strozzi presenta Anish Kapoor. Untrue Unreal, una grande mostra ideata e realizzata insieme al celebre maestro che ha rivoluzionato l’idea di scultura nell’arte contemporanea. A cura di Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, la mostra propone un percorso tra monumentali installazioniambienti intimi e forme conturbanti, creando un originale e coinvolgente dialogo tra l’arte di Anish Kapoor, l’architettura e il pubblico di Palazzo Strozzi.

Attraverso opere storiche e recenti, tra cui una nuova produzione specificatamente ideata in dialogo con l’architettura del cortile rinascimentale, la mostra rappresenta l’opportunità di entrare in contatto diretto con l’arte di Anish Kapoor nella sua versatilità, discordanza, entropia ed effimerità. Palazzo Strozzi diviene un luogo concavo e convesso, integro e frantumato allo stesso tempo in cui il visitatore è chiamato a mettere in discussione i propri sensi.

Nell’arte di Anish Kapoor, l’irreale (unreal) si mescola con l’inverosimile (untrue), trasformando o negando la comune percezione della realtà. Ci invita a esplorare un mondo in cui i confini tra vero e falso si dissolvono, aprendo le porte alla dimensione dell’impossibile. Le sue opere uniscono spazi vuoti e pieni, superfici assorbenti e riflettenti, forme geometriche e biomorfe. In un mondo in cui la realtà sembra sempre più sfuggente e manipolabile, Anish Kapoor ci sfida a cercare la verità oltre le apparenze, invitandoci a esplorare il territorio dell’inverosimile e dell’irrealeuntrue e unreal.

La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi. Main Supporter: Fondazione CR Firenze. Sostenitori: Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi. Main Partner: Intesa Sanpaolo. Con il contributo di Città Metropolitana di Firenze. Con il supporto di Maria Manetti Shrem e Fondazione Hillary Merkus Recordati. Si ringrazia Galleria Continua.
La mostra si inserisce nell’ambito della Florence Art Week, iniziativa promossa dal Comune di Firenze in programma dal 28 settembre all’8 ottobre 2023.

Anish Kapoor
Nato a Mumbai, in India, nel 1954, Anish Kapoor ha vissuto e lavorato a Londra a partire dalla metà degli anni Settanta studiando presso l’Hornsey College of Art e il Chelsea College of Art. Attualmente vive e lavora tra Londra e Venezia.
Le sue opere sono esposte nelle più importanti collezioni permanenti e nei musei di tutto il mondo, dal Museum of Modern Art di New York alla Tate di Londra, alla Fondazione Prada di Milano, ai Musei Guggenheim di Venezia, Bilbao e Abu Dhabi. Recenti mostre personali si sono tenute presso: Galleria dell’Accademia e Palazzo Manfrin, Venezia (2022); Modern Art Oxford (2021); Houghton Hall, Norfolk (2020); Pinakothek der Moderne, Monaco (2020); Central Academy of Fine Arts Museum and Imperial Ancestral Temple, Pechino (2019); Fundación Proa, Buenos Aires (2019); Serralves, Museu de Arte Contemporânea, Porto (2018); Museo Universitario Arte Contemporáneo (MUAC), Città del Messico (2016); Reggia di Versailles, Francia (2015); Jewish Museum and Tolerance Center, Mosca (2015); Walter Gropius Bau, Berlino (2013); Sakip Sabanci Muzesi, Istanbul (2013); Museum of Contemporary Art, Sydney (2012).
Anish Kapoor ha rappresentato la Gran Bretagna alla 44. Biennale di Venezia nel 1990, dove ha ricevuto il Premio Duemila. Nel 1991 ha vinto il Premio Turner e in seguito ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali.

Noto anche per le sue opere architettoniche, tra i progetti pubblici che ha realizzato ricordiamo: Cloud Gate (2004), Millennium Park, Chicago, USA; Leviathan (2011) esposto a Monumenta 2011, Parigi; Orbit (2012), Queen Elizabeth Olympic Park, Londra; Ark Nova, sala da concerto gonfiabile creata per il Lucerne Festival in Giappone (2013); Descension (2014) installata al Brooklyn Bridge Park, New York, USA (2017); le fermate della metropolitana di Napoli Traiano e Università-Monte S. Angelo a Napoli (in completamento, 2002-2023).

Anish Kapoor
Untrue Unreal
A cura di Arturo Galansino
Palazzo Strozzi
Piazza degli Strozzi – Firenze
7 ottobre 2023 – 4 febbraio 2024
Orari: Tutti i giorni 10.00 – 20.00 | Giovedì 10.00 – 23.00 (inclusi i festivi)
Mostra accessibile | Nessuna barriera architettonica
T. +39 055 2645155 | info@palazzostrozzi.org | www.palazzostrozzi.org

Crediti immagini in evidenza: Anish Kapoor, Endless Column, 1992 © Anish Kapoor. All rights reserved SIAE, 2023