Camera d’Arte

07
Feb

Franco Grignani. Polisensorialità fra arte, grafica e fotografia

Ciò che mi fa paura è l’ovvio, la banalità, il già fatto, il non senso.
Franco Grignani

Il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) offre l’occasione di conoscere in maniera approfondita la figura poliedrica di Franco Grignani (1908-1999), che si è mossa sul sottile confine che lega arte, design e grafica, che l’ha consacrato come un artista tra i più profondi innovatori del Novecento, assoluto precursore dell’arte ottico-visiva, nonché grafico tra i più apprezzati del secondo Novecento, cui si deve la creazione del marchio della Pura Lana Vergine. Fino al 15 settembre 2019, l’antologica, curata da Mario Piazza, docente alla Scuola di Design del Politecnico di Milano e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo, abbraccia tutti i settori esplorati da Grignani nel corso della sua carriera, attraverso 300 opere – tra fotografie, opere pittoriche, logotipi, materiali originali legati alla grafica e alla comunicazione pubblicitaria, oggetti di design – e s’inserisce all’interno del filone d’indagine del museo svizzero che, per la stagione 2018-2019 si declina in Sinestesia. La mostra è il risultato di una lunga ricerca scientifica condotta nell’archivio Franco Grignani, oltre che nei fondi del MUFOCO — Museo della Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (MI), dell’Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva AIAP e in importanti collezioni private italiane e svizzere.

Nato nel 1908 a Pieve Porto Morone, in provincia di Pavia, Grignani si avvicina presto all’ambito artistico. Già alla fine degli anni venti inizia a dedicarsi alla sperimentazione innovativa, anche grazie all’uso della macchina fotografica. A metà del secolo scorso, Grignani scopre le possibilità linguistiche della fotografia, spingendosi nel territorio dell’astrazione, apparentemente estraneo a quella disciplina. A Chiasso saranno esposti alcuni esemplari di quegli anni, tra sperimentali ottici su tela emulsionata e tavola e fotografie ai sali di bromuro d’argento. A questi si accompagna una serie di rare fotografie naturali ovvero paesaggi, vedute di città, caratterizzate da inquadrature inconsuete. Fu proprio nel periodo immediatamente post-bellico, che Grignani a fianco della sua passione per la fotografia si dedica a quella di graphic designer. Negli anni’50 inizia una lunghissima collaborazione con Alfieri & Lacroix, diventa art director della rivista “Bellezza d’Italia”, house organ della Dompé Farmaceutici di cui sarà anche autore della comunicazione. È selezionatore, impaginatore e autore delle copertine di “Pubblicità in Italia”. Nel periodo del boom economico italiano, Grignani lavora come grafico per la grande committenza, per clienti quali Pirelli, Arnoldo Mondadori Editore, Fiat, Ermenegildo Zegnadisegna marchi (tra cui Camiceria Cinquini di BergamoChemiGalleria Peccolo di LivornoMontesudSolo Seta Sempre SetaAerhotelBreda NardiCeramiche FalcinelliCentro Cultura Giancarlo PuecherGalleria S.Fedele) e cura campagne pubblicitarie. Anche in questo ambito, Grignani si dimostra un grande innovatore: alle immagini oggetto degli annunci pubblicitari era solito aggiungere degli scritti, a metà tra la poesia e il racconto. Con l’inizio degli anni ’70, Grignani si specializza nella corporate image, ma dalla metà del decennio si dedica quasi esclusivamente all’attività artistica. Di questa fase del suo percorso creativo, il m.a.x. museo presenta una ventina di tele a grandi dimensioni, dai vetri industriali alle Diacroniche, dalle Dissociazioni alle Periodiche, oltre ad alcuni esempi di Psicoplastiche, a metà tra pittura e scultura. La rassegna di Chiasso, patrocinata dal Consolato Generale d’Italia a Lugano, può contare su collaborazioni con diverse istituzioni italiane, come il Museo della Seta di Como, che esporrà uno dei due foulard di seta realizzati per l’occasione, e la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, dove Grignani insegnò a partire dagli anni ottanta, che ospiterà una serata di approfondimento sulla sua figura. Accompagna la mostra un catalogo edizioni d’arte Skira con i saggi di Roberta Valtorta sulla fotografia astratta, di Mario Piazza sul valore sinestetico di sperimentazione, di Giovanni Anceschi sulle alterazioni ottico-mentali, di Bruno Monguzzi sulle tensioni emotive dell’intera opera e di Nicoletta Ossanna Cavadini sul rapporto di esempio da seguire per i giovani grafici svizzeri agli inizi degli anni ’60 e ’70 nell’asse Basilea-Zurigo-Milano della Kunstgewerbeschule, oltre a testimonianze di grafici la cui vita professionale è mutata a seguito della conoscenza diretta dei lavori di Franco Grignani, fra cui Francesco Milani, Heinz Waibl, Laura Michieletto, Lora Lamm, Till Neuburg, Klaus Zaugg, Mario Trueb, Claude Gressli, Nanette Libiszewski, Serge Libiszewski, Ruedi Kuelling, Bruno Suter.

FRANCO GRIGNANI (1908-1999)
Polisensorialità fra arte, grafica e fotografia
a cura di Mario Piazza e Nicoletta Ossanna Cavadini
Chiasso (Svizzera), m.a.x. museo (Via Dante Alighieri 6)
17 febbraio – 15 settembre 2019

Orari
martedì – domenica, ore 10.00 – 12.00 e 14.00 – 18.00

Aperture speciali
martedì 19.03 San Giuseppe
domenica 21.04 Pasqua
lunedì 22.04 Pasquetta
giovedì 30.05 Ascensione
lunedì 10.06 Lunedì di Pentecoste
giovedì 20.06 Corpus Domini
sabato 29.06 SS. Pietro e Paolo

Chiusure
martedì 05.03 Martedì Grasso
venerdì 19.04 Venerdì Santo
sabato 20.04 Sabato Santo
mercoledì 01.05 Festa del Lavoro

Chiusura estiva m.a.x. museo
lunedì 29.07 – lunedì 19.08 compreso

Ufficio stampa Svizzera                                          Ufficio Stampa Italia
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Informazioni generali:
m.a.x. museo
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Image: Franco Grignani, Grandangolare, 1965, tecnica mista su cartone Schoeller, 75 x 104 cm, Collezione privata, © Matteo Zarbo

31
Gen

Isabel Alonso Vega. Senza fuoco

Suspension, evanescence, abstraction: these are the first sensations the sculptures of Isabel Alonso Vega evoke. The artist will present her works in Italy for the first time during her next solo show, Senza Fuoco, opening on January 19th at White Noise Gallery, Rome. Her artworks are absolute and archetypical images, able to communicate on an unconscious level. The artist overlaps several plexiglass centrings painted with different techniques -sooth, gold leaf, acrylic- inside clear cases, giving the illusion of an ethereal suspension. The pieces on view focus on two specific shades: black and gold, evoking a sequential path towards enlightening through meditation. The black clouds, created burning with live fire the different layers, are in dialogue with large-scale drawings, their two-dimensional ideal projection. Smoke columns, black holes or mysterious shadows embody the concept of unknown, taking the viewer to a dimension of pure contemplation. Taking inspiration from the Late-Medieval text “The Cloude of Unknowyng”, Alonso Vega creates weightless structures that overtake language and comprehension, allowing the viewer to contemplate the ineffable. The works of Isabel are a hybrid form of abstraction, whose references to understandable forms such as cells or clouds, are immediately lost in favour of a completely subliminal interpretation. Suspension and obsessive formal simplicity create an immediate fracture between meaning and signifier, creating a completely irrational form of communication. One of the main needs driving her work is the will to create something universally recognizable as precious, so precious that it is able to generate what Kant defines “mathematical sublime” In 1910, Vasilij Kandinskij entered his studio and got struck by a work accidentally hung upside down. What he saw was a perfect painting, irradiating an internal light, where he could finally only see forms and colours, free from any other meaning. It took us centuries and several revolutions to recognize the importance of Abstract art, to understand its ability to communicate without using any clear term. The work of Isabel Alonso Vega seems to be moving in the same direction: monumental sculptures without any mass, able to give form to the evanescence.

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29
Gen

Leandro Erlich. Collection de Nuages

Tra i main projects di ART CITY Bologna 2019 in occasione di Arte Fiera, presso l’Oratorio di San Filippo Neri a Bologna, è in corso la mostra personale di Leandro Erlich dal titolo Collection de Nuages a cura di Maura Pozzati in collaborazione con Galleria Continua. L’esposizione, che fa parte delle iniziative proprie della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Per questa importante occasione sono state prodotte tre sculture di grandi dimensioni della serie che l’artista argentino dedica alle “nuvole”, le quali dialogheranno con lo spazio magico dell’Oratorio, provocando lo stupore degli spettatori, che si troveranno in un ambiente semioscuro improvvisamente illuminato dalla luce che proviene dall’interno delle opere stesse. Lo spaesamento e lo sconcerto percettivo sono caratteristiche costanti dei lavori di Leandro Erlich, che si “diverte” a creare immagini che innescano nell’osservatore sensazioni illusorie. In questo caso la prima domanda che si porrà il visitatore sarà sulla consistenza materiale delle nuvole, su come l’artista sia riuscito a inscatolarle, per poi interrogarsi sul significato poetico del lavoro e sul potere immaginifico della creazione artistica. La domanda che si pone l’artista in questo caso è: Chi non hai mai giocato con le nuvole alla ricerca di forme e immagini nel cielo?

Quasi a volere catturare l’intangibile, la Collection de Nuages di Leandro Erlich propone tre nuvole in imponenti vetrine come provenienti da un gabinetto di curiosità, che sembrano sfidare le leggi della fisica e invitano lo spettatore a intraprendere un viaggio onirico, una passeggiata tra capricci di forme mutevoli ma immobili. Di fronte a questa delicata bellezza sospesa, Leandro Erlich ci pone di fronte alla poesia di un fenomeno lontano, quasi permettendoci di toccare le nuvole grazie alle vetrine che sembrano dare inizio a un catalogo infinito di forme riconoscibili.

Una volta fuori, è naturale alzare lo sguardo e guardare il cielo che, secondo l’artista, con le sue luci, forme e colori condiziona la percezione che ciascuno di noi ha della propria città.Continue Reading..

25
Gen

ICA Milano. Apologia della storia – The historian’s craft

Fondazione ICA Milano, a non profit space dedicated to the arts, contemporary culture, research and experimentation, opens its doors in Milan in the name of inclusion, under the direction of Alberto Salvadori.

The Institution inaugurates its program with the collective exhibition Apologia della storia – The historian’s craft, curated by Alberto Salvadori and Luigi Fassi.

ICA Milano has arisen from the passion, the need for discovery and the will for sharing of five people with a great dream: to build an ideal ecosystem for arts and contemporary cultures in which artists are able to find a free space of action where to stage the main urgencies of the intellectual research. The city of Milan, with its natural inclination toward hybrid projects between public and private, has offered the ideal framework to shape this new organism, which opens its space to the public Friday, January 25, 2019. Directed by Alberto Salvadori, ICA Milano is a private foundation merging different energies and protagonists of the art world: artist, collectors, art lovers and professionals. The exhibition and the Institute’s activities represent a dedication to offering the city and general public an opportunity to understand, share and participate in the attitudes and nature of the Institute.

Exhibitions, art publishing, ceramics, cinema, performance, music, literature, seminar activity, education and much more will create a path toward interdisciplinary and transmedial activities. ICA Milano is the expression of a precise “Milanese” identity which historically connects private initiatives with the institutional dimension and finds its inspiration within the “give back” culture, that is to say, through giving back in order to share. Following the model of the pioneering experience held by the first Institute for Contemporary Arts, born in London in 1946 by a collective of artists, intellectuals and philanthropists, ICA Milano will be an active and propositional presence, supporting the most stimulating artistic production of our times and likewise being a breeding ground of ideas.

ICA Milano is pleased to present its first project: the collective exhibition Apologia della storia – The historian’s craft, curated by Alberto Salvadori and Luigi Fassi opening on January 24, 2019. The title of the show is inspired by the foundational book Apologie pour l’histoire ou Métier d’historien written in 1944 (and published posthumous in 1949) by one of the main intellectuals of the modern culture, French historian Marc Bloch. Bloch’s reflection on historiography has led the author to analyse the practical use of history and the historian’s craft. Bloch introduces history as the discipline for knowing the human being in society, which fulfils an interpretative function through a methodology that promotes an approach committed to an equal and respectable representation of all the histories. Stepping away from a typical syndrome of our time, the “judgment mania,” the exhibition unveils hidden stories and provides methodological suggestions in which the recovery of collective memory and its role becomes the central element for each contemporary society. The parallelism between history and art is thus necessary in order to read the two disciplines as complementary elements in human’s knowledge, as a continuous practice of change against immobility that pushes the human being to constantly question him/herself. Through the works and the practices of the invited artists, the exhibition reveals and deepens stratifications, ambiguities and dissonances in history. Such a strategy represents a fundamental moment within the development of the institution and a field of research that will be further investigated in the future activities of ICA Milano’s cultural program.

The exhibition gathers together works by: Yto Barrada (FR-MA), Lothar Baumgarten (DE), James Lee Byars (USA), Nanna Debois Buhl (DK), Ryan Gander (UK), Haroon Gunn-Salie (ZA), Arjan Martins (BR), Santu Mofokeng(ZA), Antonio Ottomanelli (IT), Paul Pfeiffer (USA), Javier Téllez (VN-USA), Mona Vatamanu & Florin Tudor(RO).

Apologia della storia – The historian’s craft
January 25–March 15, 2019

ICA Milano
Via Orobia 26
20139 Milan
Italy

image: ph. Dario Lasagni

16
Gen

Bill Viola / Michelangelo. Life Death Rebirth

In January 2019, we’ll bring together two artists – born centuries apart – who explore the same universal themes with works of transcendent beauty and raw emotional power.

In contrast to the scale and grandeur of his frescoes and sculptures, Michelangelo’s exquisite drawings take us closer to the emotional core of his work. Finished works in their own right, they were created as gifts and expressions of love, or as private and meditative reflections on his own mortality.

In 2006, pioneering video artist Bill Viola saw the finest of a collection of these drawings at Windsor Castle, and was astonished by the Renaissance master’s expressive use of the body to convey emotional and spiritual states. Although created in a radically different medium, Viola’s own works also grapple with life’s fundamental questions, asking us to consider the thresholds between birth, life and death. Both artists harness the symbolic power of sacred art, and both show us physical extremes and moments of transcendence.

This exhibition explores the affinities between Bill Viola and Michelangelo, and is conceived as an immersive journey through the cycle of life. You’ll see a selection of Michelangelo’s most poignant works, including those from Windsor such as his drawings of the Crucifixion, as well as Michelangelo’s only marble sculpture in the UK, the Virgin and Child with the Infant St John (the ‘Taddei Tondo’). From Viola, we feature 12 major installations spanning his entire career, including the extraordinary Tristan’s Ascension (The Sound of a Mountain Under a Waterfall), a five-metre-high projection depicting the ascent of the soul after death.

Royal Academy of Arts
Bill Viola / Michelangelo
Life Death Rebirth
26 January — 31 March 2019

Daily 10am – 6pm
Friday 10am – 10pm

Extended opening hours: open until 9pm on 29 – 30 January and 2 February.

Main Galleries, Burlington House, Piccadilly