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17
Gen

Giuseppe Penone. Equivalenze

Le vene d’acqua che sgorgano dal terreno scorrono in rivoli che confluiscono, come i rami nel tronco, come le dita nel palmo di una mano, come il bronzo nella matrice di un albero.
—Giuseppe Penone

Gagosian Roma è lieta di presentare Equivalenze, una mostra di nuove sculture di Giuseppe Penone.

 Fin dagli esordi nel movimento dell’Arte Povera, il lavoro di Penone si è contraddistinto per il coinvolgimento attivo con la natura e il tempo attraverso la consapevolezza del potere rivelatore dell’arte. Partendo dall’idea che la scultura abbia origine da impulsi primari—come riempirsi la bocca con dell’acqua, imprimere un segno sull’argilla con le mani, e così via, l’artista elabora e arricchisce le sue intenzioni attraverso una ricerca filosofica e un intenso processo estetico.

In Equivalenze Penone utilizza il processo scultoreo per rivelare le corrispondenze tra il corpo e la natura. Forme di terracotta modellate nel pugno dell’artista contengono l’impronta della sua energica presa. Penone le ha fissate su piastre di metallo dove l’ossidazione riproduce il contatto della pelle con la superficie. Questa ripetizione di segni dà vita ad una vivace astrazione che richiama le ombre tremolanti di una pianta rigogliosa o le macchie intermittenti di un paesaggio fauve: una zona di confine tra natura e arte.

Le opere di Penone sono memorie corporee, materializzate, testimoni della sua idea che anche noi, come le rocce, gli alberi, e l’acqua, siamo costantemente in trasformazione, e trasformati dall’ambiente circostante. I nostri gesti rispecchiano la tortuosità e la verticalità degli alberi che contengono testimonianze concentriche del tempo nel loro legno. Per l’opera Equivalenze (2016), Penone ha realizzato il calco in gesso di alcune parti di un albero, facendone poi una fusione in bronzo. Dalle radici emerge una spirale antropomorfa di corteccia che si trasforma in figura di fronte alla sua controparte vegetale, in un’equivalenza di forme tra il vuoto dell’albero e il vuoto della persona. Penone considera questi incontri come gesti vegetali. Nelle sue mani la forma umana viene liberata dall’albero e l’albero, a sua volta, rivela i tratti viscerali del corpo. Attraverso la scultura, Penone svela l’anima delle cose, creando un legame tra l’essenza della natura e la percezione del gesto umano.

Giuseppe Penone è nato nel 1947 a Garessio, Italia, e attualmente vive e lavora a Parigi e Torino. La sua opera è inclusa in collezioni istituzionali tra cui il Museum of Modern Art, New York; Tate Modern, Londra; Centre Georges Pompidou, Parigi; MOCA, Los Angeles; National Gallery of Canada, Ottawa, ON; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; National Museum of Modern Art Tokyo; Royal Museums of Fine Arts of Belgium, Bruxelles; MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma; Inhotim Centro de Arte Contemporânea, Brumadinho, Minas Gerais, Brasile; Fondation Louis Vuitton, Parigi; Sammlung Reinking, Amburgo; Neues Museum Weimar, Germania; Stedelijk Museum Amsterdam; Berardo Museum, Lisbona; MAMbo – Galleria d’Arte Moderna di Bologna, Italia; ARCO Collection, Madrid.

Tra le recenti mostre personali: “Retrospective Exhibition 1968–2004”, Centre Georges Pompidou, Parigi (2004, poi a CaixaForum, Barcellona); Museo d’Arte Moderna di Bologna, Italia (2008); Toyota Municipal Museum of Art, Giappone (2009); Musée des Arts Contemporains du Grand-Hornu, Belgio (2010); “Drawings and Sculptures”, Fondation De Pont, Tilburg, Noord-Brabant, Paesi Bassi (2010); “The Hidden Life Within”, Art Gallery of Ontario, Canada (2011); Centre d’arts et de nature, Parc du Château, Domaine de Chaumont-sur-Loire,

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