Tag: VIASATERNA

21
Dic

FABIO MAURI. Opere dall’Apocalisse

VIASATERNA ospita in esclusiva uno straordinario progetto espositivo: FABIO MAURI. Opere dall’Apocalisse.

La mostra, a cura di Francesca Alfano Miglietti, raccoglie per la prima volta una collezione di dipinti e disegni su carta provenienti dallo Studio Fabio Mauri: emozioni e visioni dell’artista che ha fatto dell’ideologia un materiale dell’arte.

Il progetto, organizzato in collaborazione con lo Studio Fabio Mauri e Hauser & Wirth, si muove su un registro espositivo che costituisce un itinerario unitario e coerente: un percorso intimo, in una raccolta di disegni, dipinti e fotografie che si presentano come vere e proprie opere su carta, e che comprendono la serie pressoché inedita dell’Apocalisse (degli anni Ottanta), degli Scorticati e alcuni Dramophone, in cui l’immagine del disco come “mondo già inciso” richiama il tema della predestinazione.

Il significato primo di “apocalisse” è “rivelazione”, gettar via ciò che copre, togliere il velo, letteralmente “scoperta” o “disvelamento”, e Mauri, in queste opere, sembra voler rintracciare nel Caos una poeticità che indaga l’apocalisse non come ‘fine’ ma come incontro. Mauri non indietreggia mai, ma si attesta tra le pieghe di una linea che silenziosamente tocca l’interdetto, il proibito.

Fabio Mauri (1926-2009), che ha conosciuto in prima persona abissi, lacerazioni e inganni delle ideologie del Novecento, è considerato un esponente d’indiscusso rilievo delle neo-avanguardie della seconda metà del XX secolo. La sua attività è molto estesa e comprende installazioni, performance, teatro e scrittura. Autore di una personalissima indagine, durata tutta la vita, sull’insidiosa logica dell’arte, dell’ideologia e del totalitarismo, Mauri esplora la Storia filtrandola attraverso la lente del privato.

VIASATERNA
Via Leopardi, 32
20123 Milano
Italia

T. +39 02 36725378
E. info@viasaterna.com

Orari di apertura:
Lunedì – Venerdì
12.00 – 19.00
Su appuntamento

Dal 17 dicembre 2021 all’1 aprile 2022
Dal lunedì al venerdì dalle ore 12 alle 19

Chiusa dal 24 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022 e il 6 gennaio 2022

Immagine in evidenza: Fabio Mauri, The End, 1960, acrilico su carta, 50×70

23
Gen

Forma mentis. Barbara De Ponti e Jens Risch

La mostra presenta per la prima volta a Milano l’ultimo progetto di Barbara De Ponti Clay Time Code, e una serie di opere dell’artista tedesco Jens Risch realizzate tra il 2011 e il 2016. I due artisti, vicini per generazione e pratica artistica, sono protagonisti di un dialogo inedito creato a partire dal riconoscimento di uno stesso sentire che sottende le rispettive ricerche, caratterizzate da estremo rigore e coerenza di metodo. Come il titolo lascia intuire, Forma Mentis è una mostra che gravita intorno al tema centrale della Forma, da una parte intesa quale principio inerente la materia stessa dalla quale viene fatta scaturire, e dall’altra quale struttura mentale. La forma, infatti, guida il gesto di entrambi gli artisti, mossi dalla volontà di raggiungere una sintesi quanto più perfetta tra contenuto e rappresentazione, tra il concetto alla base dell’opera e la sua concretizzazione.

Forma mentis. Barbara De Ponti e Jens Risch
dal 23 gennaio al 16 marzo 2018

VIASATERNA
Via Leopardi, 32
20123
Milano
+39 02 36725378
info@viasaterna.com

Orari:
lunedì – venerdì
12.00 – 19.00
Mattino e sabato su appuntamento

Immagine: Jens Risch, Silk piece VI, 2018 photo by Jorg Baumann

19
Gen

Mario Milizia. Controcuore

Prima personale di Mario Milizia negli spazi di Viasaterna, Controcuore è il frutto della combinazione di lavori realizzati con tecniche diverse in momenti diversi, seguendo la poetica e il modus operandi di un artista insieme disgregante e inclusivo, eclettico e specifico. La mostra scaturisce da una logica di accumulazione, raccolta, aggregazione e coagulazione. Si spinge fino alla periferia del caos, ma senza mai perdere la disciplina dell’analisi, della perizia che Milizia mette in ogni gesto, sempre calibrato e, soprattutto, conseguenza di uno studio meticoloso ed enciclopedico. È un ciclo di opere sul frammento e la mutazione. Sulla perdita e la riconquista di forme e funzioni. Sull’azione trasformativa di azioni come la traduzione, il ritaglio, il restauro, ma anche del tempo stesso, nel passaggio inevitabile tra passato e presente, e viceversa.

*english version

Curated by Fantom

The first solo show by Mario Milizia in the spaces of VIASATERNA, Controcuore is the result of a combination of his recent work carried out using various media at different times, following the modus operandi of an artist who is both inclusive and disruptive, eclectic and specific.

“Controcuore” is the name of the cast-iron structure standing between the fireplace and its marble frame. An element of union, of protection, of adaptation, and also the title of the book in which Milizia brings together some of his poems written in 1992 and the analysis of his DNA, carried out through the Genographic Project with the aim of reconstructing his ancestral origins, which turned out to be Greek, Spanish and Portuguese. These poems have recently been translated into Latin and the languages of those countries, through a linguistic game which rewrites them, reinventing their sense. This is the origin of the seven tapestries on show, onto which the verses are sewn, originally produced using the cut-up technique. A technique drawn on at length, ever since the end of the 1950s, by Brion Gysin and William Borroughs, entailing the physical cutting up of one or more written texts in order to piece the elements back together as needs be.

From Wednesday 25 January to Friday 17 March 2017
Opening: Tuesday 24 January 2017, from 6 pm to 9 pm

Opening Times: from Monday to Friday, 12 pm to 7 pm

VIASATERNA via Leopardi 32 20123 Milano
+39 02 36725378 info@viasaterna.com
Dal lunedi al venerdi dalle 12 alle 19
La mattina e il sabato su appuntamento

Immagine: senza titolo, 2016, arazzo cm 220×145

 

30
Mag

2016 – SULLA NUOVA FOTOGRAFIA ITALIANA

A cura di Fantom

2016 – Sulla Nuova Fotografia Italiana presenta le opere di Alessandro Calabrese, Federico Clavarino, Martina Corà, Bea De Giacomo, Teresa Giannico, Delfino Legnani, Allegra Martin, Vittoria Mentasti, Domingo Milella, Francesco Nazardo, Alessandro Sambini, Lele Saveri, The Cool Couple. È una prima ricognizione voluta da Viasaterna sulla scena della fotografia italiana contemporanea, di cui intercetta la grande vitalità attraverso tredici artisti selezionati sulla base dell’originalità e dell’eterogeneità delle rispettive ricerche, individuata come elemento chiave di un’intera produzione nazionale.

Accompagna la mostra una selezione di pubblicazioni di editori di recente fondazione e perlopiù indipendenti, italiani o stranieri, tra cui Dalpine, Discipula, Humboldt,NASTYNASTY©, Planar Books, Rorhof, Skinnerboox e altri ancora. L’Editoria è il quattordicesimo protagonista di 2016, motore primo e irrinunciabile per l’affermazione della fotografia – di quella italiana in particolare – grazie alla sua capillarità e accessibilità.

Immagine: Federico Clavarino. 61 22 from the series The Castle, 2016. Stampa inkjet su carta Harman, cm 30×2Continue Reading..

14
Mar

Lorenzo Vitturi. Droste Effect, Debris and Other Problems

a cura di Fantom
Inaugurazione: martedi 5 aprile 2016 dalle 18 alle 21
Aperta fino al 20 maggio 2016

Venezia, 1980. Vive e lavora tra Londra e Milano
Precedentemente pittore di scenografie cinematografiche, Vitturi ha trasposto questa esperienza all’interno della propria pratica fotografica, basata su interventi site-specific al confine tra la fotografia, la scultura e la performance. Nel lavoro di Vitturi la fotografia è concepita come uno spazio di trasformazione, ove le differenti discipline si fondono assieme per rappresentare una sempre più complessa realtà urbana. Vitturi ha recentemente esposto presso The Photographers’ Gallery a Londra, presso la Galleria Yossi Milo di New York, la Contact Gallery di Toronto ed il CNA in Lussemburgo. L’artista ha anche partecipato a diverse mostre collettive presso il Maxxi di Roma, il Centre Georges Pompidou di Parigi, La Triennale di Milano, il museo d’Arte di Shanghai.
Dopo la collettiva Picture Perfect (Viasaterna, Milano), Droste Effect Debris and Other Problems è la sua prima personale in Italia.

VIASATERNA via Leopardi 32 20123 Milano
+39 02 36725378 info@viasaterna.com
Dal lunedi al venerdi dalle 12 alle 19
La mattina e il sabato su appuntamento
Chiusa il 3 e 4 maggio 2016
Immagine: Untitled – Red Tube #2 from the series Droste Effect, Debris and Other Problems,  2015
02
Dic

Luca Andreoni e Zhou Siwei. Your silent face

Your silent face
Luca Andreoni, Zhou Siwei
A cura di Fantom

Da mercoledì 16 dicembre a venerdì 11 marzo 2016
Inaugurazione: martedì 15 dicembre 2015, ore 18
Presentazione stampa: martedì 15 dicembre 2015, ore 17
Aperta: da lunedì a venerdì, dalle 12 alle 19. La mattina e il sabato su appuntamento.
Dove: VIASATERNA, Via Giacomo Leopardi 32, Milano, 02.36725378

Viasaterna Arte Contemporanea presenta, da mercoledì 16 dicembre 2015 a venerdì 11 marzo 2016, una nuova esposizione di opere inedite. La mostra Your silent face (Il tuo volto silenzioso) associa il nuovo lavoro di Luca Andreoni – tra gli autori più attivi della fotografia italiana contemporanea – intitolato Inferno 1911, con una selezione di opere, anch’esse mai esposte in Italia, di Zhou Siwei, artista cinese conosciuto per la sua ricerca poetica che combina tecnica e sperimentazione sulla trama di una filosofia complessa.
Inferno 1911 è una serie fotografica interamente realizzata da Andreoni nel 2014, immergendosi nelle montagne delle Grigne, un massiccio della Lombardia. Noto tra alpinisti e scalatori per la bellezza e la varietà delle arrampicate, all’inizio del secolo scorso la Grigna è stata teatro di alcune scene di Inferno, uno dei primi kolossal realizzati in Italia. Prodotto dalla Milano Films, il lungometraggio era l’adattamento cinematografico del viaggio di Dante nell’Ade, realizzato con effetti speciali e tecniche di montaggio assolutamente all’avanguardia.
Come Inferno, anche l’opera di Andreoni assorbe l’ambiente ostile di roccia calcarea e nebbia per calare lo spettatore in un’atmosfera sospesa ed enigmatica; dove la fotografia, mezzo privilegiato per penetrare nelle pieghe della realtà, si trasforma in strumento di occultamento. E di perdita: della superficie delle cose, dell’orientamento, della tranquillità. Con Inferno 1911 Andreoni investiga un campo intermedio: non si tratta più di vedere, ma di intravedere. Concentrando l’attenzione su una porzione delle sue immagini, si ritrova una quantità di dettagli minimi e inaspettati (vegetazione, persone, oggetti…), ma non c’è certezza.

Resta lo sforzo ininterrotto di guardare, di capire, di scoprire, svestendo letteralmente la pelle della montagna dai drappi bianchi delle nuvole e della foschia. In un percorso ugualmente ambiguo che nel tendere a una costante ascesa sembra condurre alle porte degli inferi. Il lavoro di Zhou Siwei è indipendente dall’utilizzo di una specifica tecnica o disciplina artistica. Nel corso della sua carriera, iniziata a metà degli anni 2000, ha alternativamente utilizzato il disegno, la pittura, la scultura e la fotografia. Le sue opere includono sempre uno o più pattern che si ripetono, riferendosi alla teoria kantiana secondo cui “gli schemi sono il collegamento trascendentale tra la sensualità dell’osservazione e i concetti della ragione”. La semplicità è il punto di partenza del suo lavoro, che si sviluppa secondo un processo ciclico di ripetizione, evoluzione, progresso, spesso sovrapponendo diversi livelli di colore uno dopo l’altro, provocando con il medesimo gesto un cambiamento continuo. Le opere di Zhou provocano così un costante fremito percettivo, si modificano ad ogni sguardo successivo secondo una logica di inestinguibile instabilità. Mettono in contatto la concretezza ottico-retinica con la variabile dell’esperienza individuale (gestalt) e il “mondo delle idee”. Aprono a infinite possibilità interpretative sfruttando la forza di alcune particelle elementari. Ambiguità, stratificazione, nascondimento, scoperta: sono questi i termini che uniscono i lavori di Luca Andreoni e Zhou Siwei e articolano il percorso della mostra. Entrambi, seppure con modalità differenti, interrogano lo spettatore sulle proprie capacità di vedere, interpretare, comprendere. Entrambi contemporaneamente cancellano e rivelano. Esperienza, razionalità e mistero si incontrano e si scontrano in un limbo a metà strada tra natura e artificio, dove il brivido dell’incognito si mescola con un silenzioso senso di assoluto.

CONTATTI PER LA STAMPA
PCM STUDIO di Paola C. Manfredi
Via C. Goldoni 38 – 20129 Milano
press@paolamanfredi.com | Tel. +39 02 87286582
Roberta Mascherpa | M. +39 349 9267882 | roberta@paolamanfredi.com
Federica Farci | M. +39 342 0515787 | federica@paolamanfredi.com
Viasaterna via Leopardi 32 20123 Milano
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27
Ott

Guido Guidi. Col tempo – nei dintorni di Carlo Scarpa

Col tempo – nei dintorni di Carlo Scarpa nelle fotografie di Guido Guidi

La mostra Col tempo – nei dintorni di Carlo Scarpa raccoglie oltre 100 fotografie del fotografo italiano Guido Guidi (Cesena, 1941). L’artista, la cui importanza è riconosciuta a livello internazionale, fa parte di quel gruppo di fotografi che ha dettato le basi di una “maniera” italiana di guardare e fotografare il paesaggio a partire dagli anni ’70.

La mostra vedrà una selezione di fotografie il cui soggetto è l’opera straordinaria che l’architetto Carlo Scarpa ha realizzato per la famiglia Brion a San Vito di Altivole, in provincia di Treviso.
L’allestimento proposto in Viasaterna vuole restituire il carattere scientifico della ricerca di Guidi, che vede nella sequenza la via per svelare ogni particolare di questa architettura dal forte carattere simbolico. L’esposizione, il cui titolo fa riferimento al quadro “Vecchiaia” del Giorgione del 1506, resterà aperta da mercoledì 14 ottobre a venerdì 27 novembre 2015.

Guido Guidi. Allievo di Scarpa ai tempi degli studi universitari allo IUAV di Venezia, Guidi interpreta uno dei più importanti capolavori dell’architetto veneziano in un’opera monumentale capace di investigarne in profondità ogni sfumatura, pur mantenendo l’autonomia della propria ricerca. Progettata da Scarpa alla fine degli anni ’60, la Tomba Brion è quindi per Guidi l’oggetto privilegiato di un’indagine che scompone e ricostruisce il percorso mentale seguito dall’architetto nel corso della progettazione. Una riflessione sul tempo e sul divenire durata per circa un decennio, a partire dal 1996, anno in cui inizia a fotografare l’imponente mausoleo con una Deardoff 8×10 su commissione del Canadian Centre for Architecture di Montreal. Il fotografo articola il suo lavoro intorno ad alcuni termini fondamentali del linguaggio della fotografia, scoprendo che anche Scarpa aveva utilizzato gli stessi riferimenti per il proprio progetto: luce, ombra, colore e tempo. Luci e ombre disegnano sulle pareti ruvide degli edifici un alfabeto di segni che si modifica con il passare delle ore, dei giorni e delle stagioni. Scarpa scrive, proprio come un fotografo. Continue Reading..