Tag: photography

25
Mar

Surrealist Lee Miller

Preferisco fare una foto, che essere una foto”.
Lee Miller

Palazzo Pallavicini e ONO arte contemporanea sono lieti di presentare la mostra “Surrealist Lee Miller”, la prima italiana della retrospettiva dedicata ad una delle fotografe più importanti del Novecento. Lanciata da Condé Nast, sulla copertina di Vogue nel 1927, Lee Miller fin da subito diventa una delle modelle più apprezzate e richieste dalle riviste di moda. Molti i fotografi che la ritraggono – Edward Steichen, George Hoyningen-Huene o Arnold Genthe – e innumerevoli i servizi fotografici di cui è stata protagonista, fino a quando – all’incirca due anni più tardi – la Miller non decide di passare dall’altra parte dell’obiettivo. Donna caparbia e intraprendente, rimane colpita profondamente dalle immagini del fotografo più importante dell’epoca, Man Ray, che riesce ad incontrare diventandone modella e musa ispiratrice. Ma, cosa più importante, instaura con lui un duraturo sodalizio artistico e professionale che assieme li porterà a sviluppare la tecnica della solarizzazione. Amica di Picasso, di Ernst, Cocteau, Mirò e di tutta la cerchia dei surrealisti, Miller in questi anni apre a Parigi il suo primo studio diventando nota come ritrattista e fotografa di moda, anche se il nucleo più importante di opere in questo periodo è certamente rappresentato dalle immagini surrealiste, molte delle quali erroneamente attribuite a Man Ray. A questo corpus appartengono le celebri Nude bent forward, Condom e Tanja Ramm under a bell jar, opere presenti in mostra, accanto ad altri celebri scatti che mostrano appieno come il percorso artistico di Lee Miller sia stato, non solo autonomo, ma tecnicamente maturo e concettualmente sofisticato. Dopo questa prima parentesi formativa, nel 1932 Miller decide di tornare a New York per aprire un nuovo studio fotografico che, nonostante il successo, chiude due anni più tardi quando per seguire il marito – il ricco uomo d’affari egiziano Aziz Eloui Bey – si trasferisce al Cairo.  Intraprende lunghi viaggi nel deserto e fotografa villaggi e rovine, iniziando a confrontarsi con la fotografia di reportage, un genere che Lee Miller porta avanti anche negli anni successivi quando, insieme a Roland Penrose – l’artista surrealista che sarebbe diventato il suo secondo marito – viaggia sia nel sud che nell’est europeo. Poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, lascia l’Egitto per trasferirsi a Londra, ed ignorando gli ordini dall’ambasciata americana di tornare in patria, inizia a lavorare come fotografa freelance per Vogue. Documenta gli incessanti bombardamenti su Londra ma il suo contributo più importante arriverà nel 1944 quando è corrispondente accreditata al seguito delle truppe americane e collaboratrice del fotografo David E. Scherman per le riviste “Life” e “Time”.  Fu lei l’unica fotografa donna a seguire gli alleati durante il D-Day, a documentare le attività al fronte a durante la liberazione.
Le sue fotografie ci testimoniano in modo vivido e mai didascalico l’assedio di St. Malo, la Liberazione di Parigi, i combattimenti in Lussemburgo e in Alsazia e, inoltre, la liberazione dei campi di concentramento di Dachau e Buchenwald. È proprio in questi giorni febbrili che viene fatta la scoperta degli appartamenti di Hitler a Monaco di Baviera ed è qui che scatta quella che probabilmente è la sua fotografia più celebre: l’autoritratto nella vasca da bagno del Führer. Dopo la guerra Lee Miller ha continuato a scattare per Vogue per altri due anni, occupandosi di moda e celebrità, ma lo stress post traumatico riportato in seguito alla permanenza al fronte contribuì al suo lento ritirarsi dalla scena artistica, anche se il suo apporto alle biografie scritte da Penrose su Picasso, Mirò, Man Ray e Tapies fu fondamentale, sia come apparato fotografico che aneddotico.
La mostra (14 marzo – 9 giugno 2019), organizzata da Palazzo Pallavicini e curata da ONO arte contemporanea, si compone di 101 fotografie che ripercorrono l’intera carriera artistica della fotografa, attraverso quelli che sono i suoi scatti più famosi ed iconici, compresa la sessione realizzata negli appartamenti di Hitler, raramente esposte anche a livello internazionale e mai diffuse a mezzo stampa per l’uso improprio fattone negli anni da gruppi neonazisti.Per ulteriori informazioni sull’archivio Lee Miller www.leemiller.co.uk

Palazzo Pallavicini
via San Felice, 24 – Bologna

Surrealist Lee Miller
dal 14 marzo al 9 giugno 2019

ORARI: Da giovedì a domenica: 11-20 (ore 19 ultimo ingresso). Chiuso il lunedì, martedì e mercoledì. Aperture straordinarie: 22 e 25 aprile 11-20 (ore 19 ultimo ingresso); 1 maggio 11-20 (ore 19 ultimo ingresso); 2 giugno 11-20 (ore 19 ultimo ingresso)

ENTI PROMOTORI: Palazzo Pallavicini e ONO arte contemporanea

INFO: +39 3313471504 – info@palazzopallavicini.com

Image: Charlie Chaplin by Lee Miller © Lee Miller Archives England 2018. All Rights Reserved

 

24
Mar

Irving Penn. Centennial

With a body of work stretching from portraits of Pablo Picasso, Marlene Dietrich, Alfred Hitchcock, New Guinean natives to abstract female nudes, exquisite still lifes, all the way to glamorous fashion photos for Vogue, Irving Penn (1917–2009) is considered the most influential photographer of the twentieth century. In his nearly 70-year career, he created an exceptionally diverse and distinctive visual cosmos. An unparalleled master of different genres, he succeeded in weaving contemporary photography and art. His new and different photographic gaze made each of his subjects special, whether they were human beings or inanimate objects. His innovative photographs are infused with clarity, elegance, perfection, and a flawless beauty. His unique style and pared-down aesthetic remain influential to this day, and have had a profound impact on innumerable successors. On the 100th anniversary of his birth, C/O Berlin is commemorating Irving Penn with a major retrospective. The exhibition featuring around 240 works was organized by The Metropolitan Museum of Art in collaboration with The Irving Penn Foundation. More than 180 works to be donated by The Irving Penn Foundation to The Metropolitan Museum of Art forms the core of the exhibition, among them the famous studies of Lisa Fonssagrives-Penn, the most sought-after photo model of the time, who became Irving Penn’s wife and muse. A comprehensive monograph accompanying the exhibition is published by Schirmer/Mosel, Munich.

Irving Penn (1917–2009) studied at the Philadelphia Museum School of Industrial Art, where Alexei Brodovitch, Art Director at Harper’s Bazaar, taught up to 1934. In 1943, Penn photographed his first cover photo for Vogue followed by many more. He became one of the most important fashion photographers of the 1950s and 1960s. After founding his own photographic studio in New York in 1953, he continued to create numerous portraits of luminaries from the worlds of film, music, and art and took innumerable still life and fashion photographs. Irving Penn ranks among the most important photographers of the last century, in no small part because of his pioneering work in both commercial and artistic photography. Penn died in New York in 2009. His photographs have been shown in numerous international exhibitions and are in major museums and collections throughout the world, including the Metropolitan Museum of Art and the Museum of Modern Art in New York, the Art Institute of Chicago, and the National Gallery of Art in Washington, D.C.

Irving Penn. Centennial
March 24–July 1, 2018

Opening: March 23, 7pm

C/O Berlin Foundation
Amerika Haus
Hardenbergstrasse 22-24
10623 Berlin
Germany

11
Set

Sarah Moon. Time at Work

Milano rende omaggio a Sarah Moon, artista e fotografa che abita i territori dell’arte e della fotografia, con due mostre che avranno luogo presso la Fondazione Sozzani e Armani/Silos.

La Fondazione Sozzani con la mostra “Sarah Moon. Time at Work” mette in evidenza il percorso artistico dell’artista, dal 1995 al 2018. Circa novanta opere, accompagnate da uno storico film documentario di Sarah Moon su Lillian Bassman (“There is something about Lillian”, 2001) e dal cortometraggio “Contacts” (1995), saranno esposte negli spazi della Galleria Carla Sozzani. In parallelo, Armani/Silos espone “From one season to another”, una raccolta di oltre 170 opere – a colori e in bianco e nero – che offre uno sguardo trasversale sul lavoro di Sarah Moon, accostando opere inedite e meno conosciute alle sue evocative immagini di moda.
Artista francese tra le maggiori fotografe contemporanee, Sarah Moon da molti anni indaga la bellezza e lo scorrere del tempo con un linguaggio proprio e inconfondibile, con cui ha saputo leggere un mondo onirico, in equilibrio tra fiaba e fantasia.
Scrive Sarah Moon: “Time at Work. Questa è la storia del tempo che passa e cancella. Qui e ora, la storia che racconto non è completamente mia, è la storia di queste fotografie prima che scompaiano. È il tempo al lavoro. Per caso ho ritrovato queste immagini in positivo da polaroid che non ho terminato alcune erano inaspettate, altre solo rovinate, molte sbiadite poco a poco. Le ho raccolte e unite con alcuni lavori recenti.”
Con le sue visioni, in una forma volutamente evanescente, l’artista evoca momenti, sensazioni e coincidenze provenienti da una realtà immaginaria, filtrata dal ricordo e dall’inconscio.
Le sue fotografie sono così misteriose, così cariche di tensione drammatica e tuttavia riservate, rappresentano un intero mondo visto attraverso uno spiraglio luminoso.
Come dice lei stessa, le sue immagini parlano di lei.

Fondazione Sozzani
Sarah Moon. Time at Work.
Dal 19 settembre 2018 al 6 gennaio 2019

Armani/Silos
Sarah Moon. From one season to another. Dal 19 settembre al 6 gennaio 2019Continue Reading..

22
Mar

Irving Penn. Centennial

With a body of work stretching from portraits of Pablo Picasso, Marlene Dietrich, Alfred Hitchcock, New Guinean natives to abstract female nudes, exquisite still lifes, all the way to glamorous fashion photos for Vogue, Irving Penn (1917–2009) is considered the most influential photographer of the twentieth century. In his nearly 70-year career, he created an exceptionally diverse and distinctive visual cosmos. An unparalleled master of different genres, he succeeded in weaving contemporary photography and art. His new and different photographic gaze made each of his subjects special, whether they were human beings or inanimate objects. His innovative photographs are infused with clarity, elegance, perfection, and a flawless beauty. His unique style and pared-down aesthetic remain influential to this day, and have had a profound impact on innumerable successors. On the 100th anniversary of his birth, C/O Berlin is commemorating Irving Penn with a major retrospective. The exhibition featuring around 240 works was organized by The Metropolitan Museum of Art in collaboration with The Irving Penn Foundation. More than 180 works to be donated by The Irving Penn Foundation to The Metropolitan Museum of Art forms the core of the exhibition, among them the famous studies of Lisa Fonssagrives-Penn, the most sought-after photo model of the time, who became Irving Penn’s wife and muse. A comprehensive monograph accompanying the exhibition is published by Schirmer/Mosel, Munich.

Irving Penn (1917–2009) studied at the Philadelphia Museum School of Industrial Art, where Alexei Brodovitch, Art Director at Harper’s Bazaar, taught up to 1934. In 1943, Penn photographed his first cover photo for Vogue followed by many more. He became one of the most important fashion photographers of the 1950s and 1960s. After founding his own photographic studio in New York in 1953, he continued to create numerous portraits of luminaries from the worlds of film, music, and art and took innumerable still life and fashion photographs. Irving Penn ranks among the most important photographers of the last century, in no small part because of his pioneering work in both commercial and artistic photography. Penn died in New York in 2009. His photographs have been shown in numerous international exhibitions and are in major museums and collections throughout the world, including the Metropolitan Museum of Art and the Museum of Modern Art in New York, the Art Institute of Chicago, and the National Gallery of Art in Washington, D.C.

Irving Penn. Centennial
March 24–July 1, 2018

Opening: March 23, 7pm

C/O Berlin Foundation
Amerika Haus
Hardenbergstrasse 22-24
10623 Berlin
Germany

Saul Steinberg in Nose Mask, New York, 1966 © Condé Nast